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Guida al 730 2010: documenti da allegare e istruzioni per le detrazioni

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Indice
Guida al 730 2010: documenti da allegare e istruzioni per le detrazioni
Da rigo E1 a E6
Da rigo E7 a E14
Da rigo E15 a E32
Da rigo E33 a E44
Tutte le pagine

 

Pubblichiamo alcune istruzioni facilitate per la corretta compilazione del modello 730 2010 e la corretta esibizione dei documenti da allegare.

 


 

RIGO E1
- Spese sanitarie -

Detrazione spettante anche per familiari fiscalmente a carico

Spese mediche generiche e acquisto di farmaci
Le spese sanitarie per le quali compete la detrazione d’imposta sono costituite esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica, diverse da quelle indicate nell'articolo 10, comma 1, lettera b) del TUIR, e dalle spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere.
Le spese mediche danno diritto alla detrazione d'imposta a prescindere dal luogo o dal fine per il quale vengono effettuate.
Con riferimento alle spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali, si precisa che a decorrere dal 1° luglio 2007 la detrazione spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati nonché il codice fiscale del destinatario. In particolare la qualità (denominazione) del farmaco potrà essere indicata con il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (codice AIC) anziché con la denominazione specifica del medicinale.
Inoltre, lo scontrino fiscale attestante l’acquisto di medicinali non soggetti a prescrizione medica soddisfa il requisito dell’indicazione della natura del bene anche nell’ipotesi in cui, in luogo della dicitura “farmaco” o “medicinale”, riporti una delle sigle SOP o OTC. Per quanto concerne le altre diciture, si ritiene che l’indicazione “med.” o “f.co.”, intese nella accezione comune come abbreviazione delle parole medicinale o farmaco equivalgano alla menzione per esteso di tali termini. Si ritiene pertanto che non sia più necessario conservare la prescrizione medica poiché la natura e la qualità del prodotto acquistato si evincono dalla dicitura “farmaco” o “medicinale” e dalla denominazione dello stesso riportate nei documenti di spesa rilasciati dalle farmacie. Ne consegue che, anche per i ticket, il contribuente non è più obbligato a conservare la fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base (Circolare 10/E del 17/02/2010).
Documenti da esibire
Farmaci acquistabili solamente con prescrizione medica (anche omeopatici):
• fattura o scontrino fiscale parlante con l’indicazione della natura, qualità e quantità del
prodotto acquistato nonché il codice fiscale del destinatario del farmaco;
Farmaci acquistabili presso farmacie senza prescrizione medica:
• fattura o scontrino fiscale parlante con l’indicazione della natura, qualità e quantità del
prodotto acquistato nonché il codice fiscale del destinatario del farmaco;
Farmaci acquistabili presso supermercati senza prescrizione medica:
• fattura o scontrino fiscale parlante con l’indicazione della natura, qualità e quantità del
prodotto acquistato nonché il codice fiscale del destinatario del farmaco;
Prestazioni rese da medici generici, certificati medici per usi sportivi, per la patente, per apertura e chiusura malattie o infortuni:
• Ricevuta fiscale o fattura rilasciata dal medico.
Prestazioni mediche specialistiche, analisi, ricerche e applicazioni, terapie
Per quanto riguarda le spese specialistiche, sono interamente detraibili i corrispettivi per prestazioni rese nell'ambito della propria branca di specializzazione da medici in possesso dell'apposito titolo; diversamente, la detrazione della relativa spesa e' ammessa nei limiti delle normali spese mediche.
Sono altresì da ricomprendere tra le spese specialistiche, in quanto eseguite in centri autorizzati e sotto la responsabilità tecnica di uno specialista, i seguenti esami e terapie, quali ad esempio:
• esami di laboratorio di ogni genere;
• elettrocardiogrammi, ecocardiografia, elettroencefalogrammi e controlli ordinari sulla salute della persona;
• T.A.C.;
• risonanza magnetica nucleare, ecografie, indagini laser, altri esami complessi;
• ginnastica correttiva, di riabilitazione degli arti e del corpo;
• seduta di neuropsichiatria;
• chiroterapia;
• dialisi;
• l'anestesia epidurale, l'inseminazione artificiale, l'amniocentesi, la villocentesi e le altre analisi di diagnosi prenatale costituiscono spese mediche per le quali la detrazione spetta sull'intero importo.
( C.M. 23/04/1981, n.14; C.M. 12/05/2000, n.95)
Inoltre sono da ascrivere alla categoria delle spese specialistiche quelle sostenute per la redazione di una perizia medico-legale e ad essa equiparate come le spese sostenute per visite mediche, analisi, ecc. mentre le prestazioni di fisioterapia sono detraibili solo in presenza di prescrizione medica. Infine sono da ricomprendere nella tipologia di queste spese quelle relative alle cure termali, con eccezione naturalmente delle spese relative al soggiorno termale e le spese di assistenza specialistica.
Documenti da esibire
Prestazioni mediche specialistiche:
• ricevuta fiscale o fattura rilasciata dallo specialistica;
• ricevuta relativa al ticket se la presentazione è resa nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.
Esami di laboratorio, radiografie, tac, endoscopie, indagini di diagnosi prenatale, dialisi e trasfusioni, inseminazione artificiale, sedute di neuropsichiatria, sedute di logoterapia, cobaltoterapia:
• ricevuta fiscale o fattura rilasciata dall’ospedale o dal centro sanitario che ha effettuato la prestazione;
• ricevuta fiscale o fattura relativa al ticket se la prestazione è resa dal Servizio sanitario.
Cure termali:
• ricevuta relativa a ticket se la prestazione è resa nell’ambito del Servizio sanitario;
• prescrizione medica e ricevuta attestante l’importo della spesa sostenuta se le cure sono rese all’interno della struttura.
Prestazioni professionali del dietista:
• prescrizione del medico;
• ricevuta fiscale o fattura della spesa sostenuta anche in forma di ticket se la prestazione è resa dal Servizio sanitario.
Ginnastica correttiva e di riabilitazione degli arti, massaggi ed altri trattamenti simili, spese di assistenza specifica per fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, prestazioni rese da personale qualificato:
• ricevuta fiscale o fattura della spesa sostenuta anche in forma di ticket se la prestazione è resa dal Servizio sanitario;
• attestazione che la prestazione è stata eseguita direttamente da personale medico o paramedico, se la fattura è rilasciata da soggetto diverso dal soggetto che ha effettuato la prestazione.
Prestazioni di chiroterapia:
• prescrizione del medico;
• ricevuta fiscale o fattura della spesa sostenuta.
Prestazioni chirurgiche, incluso il trapianto di organi e ricoveri collegati a interventi chirurgici; ricoveri per degenze
Le spese chirurgiche sono quelle direttamente imputabili ad interventi chirurgici veri e propri ivi compresi quelli di piccola chirurgia, che possono essere eseguiti anche soltanto ambulatorialmente (cosiddetto day hospital) senza necessità di alcuna degenza.In particolare, va osservato come rientrino tra le spese chirurgiche detraibili solamente le spese per gli interventi ritenuti necessari per il recupero alla normalità sanitaria e funzionale della persona, con esclusione degli interventi di chirurgia estetica; non rientrano inoltre tra le spese detraibili quelle eccedenti i costi dell'intervento e della degenza.
Inoltre, sono detraibili le spese o rette di degenza e le spese di cura. Nelle rette di degenza detraibili possono essere computate anche le differenza di classe, relative , ad esempio, alla presenza o meno del bagno in camera, mentre sono da escludere le spese relative a servizi extra, (quali, per esempio, le spese di pernottamento di congiunti del malato, di addebiti per apparecchio telefonico o televisivo installati nella stanza di ricovero, per l'aria condizionata, ecc…).
Tutte le spese relative al trapianto di organi, ivi comprese quelle necessarie a trasferire l'organo da trapiantare sul luogo dell'intervento, si possono comprendere tra le spese sanitarie; qualora, tuttavia, le fatture non siano intestate al contribuente, le relative spese non vanno computate nell'ammontare che dà diritto alla detrazione.
Infine non rientra tra le spese mediche per le quali spetta la detrazione d'imposta la spesa sostenuta per il trasporto in ambulanza, mentre lo sono le prestazioni di assistenza medica effettuate durante il trasporto.
(C.M. 01/06/1999, n.122; C.M. 03/05/1996, n.108)
Documenti da esibire
Prestazioni chirurgiche:
• ricevuta fiscale o fattura rilasciata dall’ospedale per le spese sostenute in seguito ad intervento chirurgico.
Degenze ospedaliere:
• ricevuta fiscale o fattura rilasciata dall’ospedale o dalla casa di cura;
• devono essere escluse la maggiorazione per l’uso del telefono e ogni altra maggiorazione riferita a servizi extra.
Spese relative al trapianto di organi:
• ricevute fiscali o fatture rilasciate da ospedali, case di cura, medici ecc.;
• ricevute delle spese di trasporto dell’organo da trapiantare intestate al contribuente.
Ricovero di anziano in istituto di assistenza e ricovero solo per spese mediche:
• ricevuta fiscale o fattura rilasciata dall’istituto nella quale sia separatamente indicato l’importo relativo alle spese mediche.
Acquisto o affitto di protesi e di attrezzature sanitarie
In generale si considerano protesi non solo le sostituzioni di un organo naturale o di parti dello stesso, ma anche i mezzi correttivi o ausiliari di un organo carente o menomato nella sua funzionalità.
Rientrano pertanto in questa categoria:
- gli apparecchi di protesi dentaria sia in resina, porcellana che metalli preziosi. Nel concetto di protesi dentaria, vanno ricomprese non solo le dentiere, le capsule e gli elementi mancanti, ma anche gli apparecchi mediante i quali si provvede alla masticazione (apparecchi ortodontici) o alla correzione di talune malformazioni stomatologiche;
- gli apparecchi di protesi oculistica (occhi e cornee artificiali), di protesi fonetica
(laringectomizzati) e simili;
- gli occhiali da vista e le lenti a contatto, con esclusione delle spese sostenute per l’impiego di metalli preziosi (oro, argento, platino) nella montatura. La spesa relativa all'acquisto del liquido per le lenti a contatto rientra fra le spese mediche per le quali la detrazione spetta sull'intero importo in quanto detto liquido e' indispensabile per l'utilizzazione delle lenti stesse che, come e' noto, rientrano tra le protesi mediche e sanitarie;
- gli apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi comprese le spese sostenute per l’acquisto delle batterie di alimentazione delle protesi acustiche;
- gli arti artificiali e gli apparecchi di ortopedia come le cinture medico-chirurgiche, le scarpe e i tacchi ortopedici, purché entrambi su misura;
- gli apparecchi per fratture (garza e gesso), busti, stecche, ecc.. prescritti per la correzione ,cura di malattie o malformazioni fisiche; stampelle, bastoni canadesi, carrozzelle, ecc., anche se presi in affitto;
- gli apparecchi da inserire nell’organismo per compensare una deficienza o un’infermità
(stimolatori e protesi cardiache, pacemakers, ecc.);
- materassi antidecubito.
Possono essere comprese tra le spese sanitarie come oneri detraibili anche le spese relative all'acquisto o all'affitto di attrezzature sanitarie, come, ad esempio, la macchina per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna. Inoltre rientrano in questa categoria anche le spese sostenute per l’acquisto di siringhe ed aghi nonché gli ausili per incontinenti, compresi i pannoloni anche se acquistati presso rivenditori commerciali. (C.M. 03/05/1996, n.108; C.M. 01/06/1999, n.122)
E’ stato inoltre precisato che la spesa sostenuta per l’acquisto di una parrucca possa essere detratta ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR, qualora la stessa, in base ad una certificazione medica, è utilizzata per superare le difficoltà psicologiche derivanti dalla caduta dei capelli, provocata da trattamenti chemioterapici (Circolare 9/E del 16/02/2010).
Documenti da esibire
Protesi sanitarie:
• fattura rilasciata da soggetto autorizzato all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica. Se la fattura non è rilasciata da questo tipo di soggetto occorre un’attestazione del medesimo sul documento che certifichi di aver eseguito la prestazione;
• scontrino fiscale accompagnato da attestazione del soggetto autorizzato all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica dalla quale risulti che l’acquisto della protesi è necessario a sopperire ad una patologia del contribuente;
• fattura e prescrizione medica, ovvero autocertificazione attestante la necessità della protesi per il contribuente o per i familiari a carico se la fattura non è rilasciata da soggetto autorizzato.
Manutenzione protesi:
• fattura rilasciata da soggetto autorizzato all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica o attestazione del medesimo sul documento che certifichi di aver eseguito la prestazione;
• scontrino fiscale accompagnato da attestazione del soggetto autorizzato all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica dalla quale risulti che la manutenzione riguarda una protesi necessaria a sopperire ad una patologia del contribuente.
Acquisto o affitto di attrezzature sanitarie:
• ricevuta fiscale o fattura rilasciata dalla farmacista o dal negozio che vende articoli sanitari.
Pannoloni acquistati da rivenditore commerciale:
• scontrino fiscale;
• prescrizione medica ovvero autocertificazione attestante la necessità dell’ausilio per il
contribuente o per i suoi familiari a carico.

RIGO E1
- Spese sanitarie per patologie esenti -

Spese sanitarie relative a patologie esenti dalla spesa sanitaria pubblica (col. 1 rigo E1)
Le patologie (malattie croniche e invalidanti), che danno diritto all’esenzione, sono individuate dal decreto 28 maggio 1999, n. 329, successivamente modificato dal decreto di aggiornamento (D.M. 21 maggio 2001, n. 296) e dal regolamento delle malattie rare (D.M. 18 maggio 2001, n. 279).
I soggetti affetti da queste malattie per usufruire dell’esenzione devono essere in possesso di una apposita certificazione sanitaria, rilasciata dalla ASL di appartenenza che riporta un codice numerico identificativo della malattia.
Le spese sanitarie che devono essere distintamente evidenziate dalle altre sono solamente quelle riconducibili alla patologia che dà diritto all'esenzione. Per stabilire la connessione tra la spesa sostenuta e la patologia esente è necessaria una documentazione medica ovvero una autocertificazione sottoscritta dal soggetto affetto dalla patologia.
I documenti giustificativi delle spese possono essere intestati indifferentemente al soggetto affetto dalla patologia ovvero al familiare che ha sostenuto le spese. Se i documenti intestati al familiare non riportano però l’indicazione del soggetto a favore del quale le spese sono state sostenute (il malato) è necessario che tale correlazione sia annotata sui documenti di spesa.
Documenti da esibire
Spese relative a patologie esenti (farmaci da banco, tac, ecografie, indagini laser, radiografie, ricoveri ospedalieri…):
• certificazione rilasciata dalla ASL di appartenenza che attesti la patologia con l’indicazione del codice numerico;
• fatture, ricevute fiscali o scontrini relativi alle spese sostenute. Nei documenti intestati al familiare, senza indicazione del soggetto per conto del quale sono state sostenute, deve essere apposta specifica indicazione;
• certificazione medica che attesti che le fatture, ricevute fiscali o scontrini sono collegati alla patologia esente o autocertificazione.
N.B. Per i dati che devono essere riportati nei documenti di spesa valgono le stesse indicazioni
fornite con riferimento alle spese mediche rigo E1 (natura, qualità, ecc).

RIGO E2
- Spese sanitarie relative a patologie esenti sostenute per conto di familiari non a carico -

Le spese relative alle patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, possono essere portate in detrazione anche se sono state sostenute per conto di propri familiari non a carico affetti dalle citate patologie.
La detrazione, in questo caso, è ammessa solamente per la parte di spese che non ha trovato capienza nell’IRPEF dovuta dal familiare affetto dalla patologia e nel limite massimo di euro 6.197,48 annui.
Se il familiare affetto dalla patologia ha presentato o è tenuto a presentare una propria dichiarazione dei redditi, l’ammontare delle spese che non ha trovato capienza nell’imposta deve essere desunto dalle annotazioni del mod. 730-3 o dal quadro RN del Modello UNICO di quest’ultimo. Mentre invece, se il contribuente affetto dalla patologia esente non possiede redditi o possiede redditi tali da comportare un’imposta interamente assorbita dalle detrazioni soggettive (e quindi non è tenuto a presentare la dichiarazione), è possibile indicare l’intero importo delle spese.
Per poter portare in detrazione le citate spese i documenti che le certificano possono essere intestati al contribuente che ha effettuato il pagamento, con l'indicazione del familiare a favore del quale la spesa sanitaria è stata sostenuta, ovvero al soggetto malato. In questo ultimo caso la detrazione è però ammessa solamente se quest'ultimo annota sul documento stesso, con valore di "autocertificazione", quale parte della spesa è stata sostenuta dal familiare.
(Circolare 14.06.2001, n. 55/E) (Circolare 20.04.2005, n. 15/E.).
L’ammontare massimo delle spese sanitarie indicate in questo rigo non può superare euro 6.197,48.
Documenti da esibire
Spese per patologie esenti sostenute per familiari non a carico:
Nel caso sia stato presentato un modello 730 o UNICO dal soggetto affetto da patologia:
• Certificazione rilasciata dalla ASL che attesti la patologia con indicazione dell’eventuale codice
numerico.
• Certificato medico che attesti il collegamento tra le spese e la patologia esente ovvero
un’autocertificazione.
• Modello 730-3 o Unico dove si evince la parte di spesa che non ha trovato capienza nell’IRPEF
del soggetto affetto da malattia.
• Fatture, ricevute fiscali e scontrini dove risulta che le spese sono sostenute dal familiare che intende beneficiare della detrazione, anche con annotazione del soggetto affetto da patologia per i documenti a questo intestati.
N.B. Per i dati che devono essere riportati nei documenti di spesa valgono le stesse indicazioni fornite con riferimento alle spese mediche rigo E1 (natura, qualità, ecc).
Nel caso il soggetto affetto dalla patologia non abbia presentato alcuna dichiarazione non essendovi tenuto:
• certificazione rilasciata dalla ASL che attesti la patologia con indicazione dell’eventuale codice numerico;
• certificato medico che attesti il collegamento tra le spese e la patologia esente ovvero un’autocertificazione;
• autocertificazione del soggetto che attesti di non essere tenuto a presentare la dichiarazione;
• fatture, ricevute fiscali e scontrini dove risulta che le spese sono sostenute dal familiare che intende beneficiare della detrazione, anche con annotazione del soggetto affetto da patologia per i documenti a questo intestati.
N.B. Per i dati che devono essere riportati nei documenti di spesa valgono le stesse indicazioni fornite con riferimento alle spese mediche rigo E1 (natura, qualità, ecc).

RIGO E3
-Spese per i mezzi necessari alla deambulazione dei soggetti con difficoltà motorie e spese per sussidi informatici per portatori di handicap-

Sono detraibili per l’intero importo le spese sostenute per i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione e il sollevamento, nonché quelle sostenute per i sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione dei portatori di handicap, riconosciuti tali in base alla legge 104/92 o da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc.
I grandi invalidi di guerra ed i soggetti ad essi equiparati sono considerati, in ogni caso, portatori di handicap.
Rientrano tra le spese detraibili quelle sostenute per:
• il trasporto in ambulanza del portatore di handicap;
• l’acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
• l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
• la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni;
• la trasformazione dell’ascensore adattato al trasporto della carrozzella;
• l’installazione e la manutenzione della pedana di sollevamento installata nell’abitazione del soggetto portatore di handicap;
• l’installazione della pedana sollevatrice su un veicolo acquistato con le agevolazioni spettanti ai disabili;
• acquisto di fax, modem, computer, telefono viva voce, schermo a tocco, tastiera espansa e costi per l’abbonamento al servizio che permette l’invio di una richiesta rapida di soccorso tramite il telefono;
• l’acquisto di telefonino per sordomuti.

Per le spese riguardanti la costruzioni di rampe, la trasformazione dell’ascensore adattato al trasporto della carrozzella e l’installazione e la manutenzione della pedana di sollevamento si può fruire della detrazione solo per la parte che eccede eventualmente quella per la quale si intende fruire della detrazione del 41%-36% relativa alle spese sostenute per interventi atti ad eliminare le barriere architettoniche.
Vanno comprese nell’importo da inserire in questo rigo anche le spese indicate con il codice 3 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
Documenti da esibire
Acquisto, affitto e manutenzione di stampelle, poltrone, carrozzelle e attrezzature necessarie alla deambulazione; acquisto di arti artificiali e apparecchio per contenere le ernie, le fratture e difetti della colonna vertebrale; trasporto in ambulanza di soggetto portatore di handicap; costruzione di rampe per eliminare le barriere architettoniche interne ed esterne; trasformazione dell’ascensore per adattarlo al trasporto della carrozzella:
• fattura o ricevuta fiscale relativa alla spesa intestata al soggetto portatore di handicap e/o al familiare che ne ha sostenuto la spesa;
• certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap da parte della commissione medica ovvero autocertificazione;
• certificazione relativa al riconoscimento dell’invalidità da parte della commissione medica ovvero autocertificazione.
Acquisto di fax, modem, computer, stampante, schermo a tocco, tastiera espansa, telefonino per sordomuti abbonamento al servizio che consente l’invio di richiesta rapida di soccorso mediante telefono:
• fattura o ricevuta fiscale relativa alla spesa intestata al soggetto portatore di handicap e/o al familiare che ne ha sostenuto la spesa;
• certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap da parte della commissione medica ovvero autocertificazione dello stesso portatore di handicap;
• certificazione del medico che attesti che il sussidio tecnico e informatico è volto a facilitare l’integrazione del soggetto portatore di handicap.

 

RIGO E4
- Spese per l’acquisto di veicoli per portatori di handicap -

Detrazione spettante anche per familiari fiscalmente a carico

Le spese riguardanti l’acquisto dei mezzi di locomozione dei disabili danno diritto ad una detrazione d’imposta del 19% del loro ammontare.
Per mezzi di locomozione s’intendono le autovetture, senza limiti di cilindrata, gli autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo, o per trasporto specifico del disabile, gli autocaravan e le motocarrozzette.
Non è agevolabile l’acquisto di quadricicli leggeri, cioè delle “minicar” che possono essere condotte senza patente.
Sono ammesse alle agevolazioni le seguenti categorie di disabili:
1) non vedenti e sordomuti;
2) disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento ;
3) disabili con gravi limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
4) disabili con ridotte o impedite capacità motorie.
I non vedenti sono coloro che sono stati colpiti da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi con eventuale correzione. Gli articoli 2, 3 e 4 della legge 3 aprile 2001, n.138 individuano esattamente la varie categorie di non vedenti, fornendo la definizione di ciechi totali, di ciechi parziali e di ipovedenti gravi.
Per quanto riguarda i sordomuti, l’art. 1 della Legge n.68 del 1999 definisce tali coloro che sono colpiti da sordità alla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata.
I disabili di cui ai punti 2 e 3 sono quelli che versano in una situazione di handicap grave previsto dal comma 3 dell’articolo 3 della legge n.104 del 1992, certificata con verbale della Commissione per l’accertamento dell’handicap (di cui all’art.4 della citata legge n.104 del 1992) presso la ASL.
In particolare, i disabili di cui al punto 3 sono quelli che versano in una situazione di handicap grave derivante da patologie (ivi comprese le pluriamputazioni) che comportano una limitazione permanente della deambulazione.
Lo stato di soggetto portatore di handicap con gravi limitazioni della capacità di deambulazione deve sussistere al momento dell’acquisto dell’auto. Se successivamente, ma prima del decorso dei quattro anni, vengono meno le gravi limitazioni alla capacità di deambulazione, le quote residue continuano ad essere detraibili.
E’ stato inoltre precisato che, nel caso in cui i soggetti disabili presentino una menomazione dovuta all'assenza di entrambi gli arti superiori, considerato che il requisito della gravità è insito nel tipo di patologia descritta, la gravità dell'handicap dovuta alla limitazione permanente alla capacità di deambulazione sia di evidente deduzione anche in assenza di specifiche conoscenze mediche. In tal caso, pertanto, si potrà prescindere dall'accertamento formale della gravità dell'handicap da parte della commissione di cui all'art. 4 della legge n. 104 del 1992.
L’Agenzia delle Entrate ha dato parere negativo in merito alla possibilità di portare in detrazione le spese per l’acquisto di un’autovettura da parte di un soggetto al quale la commissione medica aveva certificato lo stato di gravità dell’handicap nella sfera individuale e relazionale a norma del comma 3, dell’art. 3 della legge n. 104.1992, ma non certificava l’esistenza, in capo allo stesso, di una grave limitazione della capacità di deambulazione. E’ stato comunque precisato che resta salva la possibilità, per il soggetto, di poter fruire dei benefici qualora ottenga dalla richiamata commissione per l’accertamento dell’handicap, una certificazione integrativa che espressamente attesti l’esistenza della grave limitazione della capacità di deambulazione.
I disabili di cui al punto 4 sono coloro che presentano ridotte o impedite capacità motorie e che non risultano contemporaneamente, “affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione”.
Solo per tali disabili il diritto alla agevolazione è condizionato all’adattamento del veicolo alla minorazione di tipo motorio di cui il disabile è affetto .
La natura motoria della disabilità deve essere esplicitamente annotata sul certificato di invalidità rilasciato dalla Commissione medica presso la ASL o anche da parte di altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità.
Per i disabili titolari di patente speciale, si considera ad ogni effetto “adattata” anche l’auto dotata di solo cambio automatico (o frizione automatica) di serie, purché prescritto dalla Commissione medica locale competente per l’accertamento dell’idoneità alla guida.
Gli adattamenti, che debbono sempre risultare dalla carta di circolazione, possono riguardare sia le modifiche ai comandi di guida, sia solo la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo, per mettere il disabile in condizioni di accedervi.
Tra gli adattamenti alla carrozzeria da considerare idonei si elencano i seguenti:
- pedana sollevatrice ad azione meccanica/elettrica/idraulica;
- scivolo a scomparsa ad azione meccanica/elettrica/idraulica;
- braccio sollevatore ad azione meccanica/elettrica/idraulica;
- paranco ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico;
- sedile scorrevole/girevole atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo;
- sistema di ancoraggio delle carrozzelle con annesso sistema di ritenuta del disabile (cinture di sicurezza);
- sportello scorrevole;
- altri adattamenti non elencati, purché gli allestimenti siano caratterizzati da un collegamento permanente al veicolo, e tali da comportare un suo adattamento effettivo. Pertanto non dà luogo ad “adattamento” l’allestimento di semplici accessori con funzione di “optional”, ovvero l’applicazione di dispositivi già previsti in sede di omologazione del veicolo, montabili in alternativa e su semplice richiesta dell’acquirente.
La detrazione spetta con riferimento ad un solo veicolo, nel limite massimo di euro 18.075,99, una sola volta in un periodo di 4 anni, a meno che il veicolo sia stato cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
La legge 296/2006 ha stabilito che in caso di trasferimento del veicolo a titolo oneroso o gratuito prima del decorso del termine di due anni dall’acquisto è dovuta la differenza fra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse ad eccezione del caso in cui il diversamente abile, a seguito di mutate necessità legate al proprio handicap, ceda il veicolo per acquistarne uno nuovo sul quale realizzare nuovi e diversi adattamenti.
Per i disabili per i quali, ai fini della detrazione, non è necessario l’adattamento del veicolo (non vedenti, sordomuti, disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento e disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni) la soglia di 18.075,99 euro vale solo per le spese d’acquisto del veicolo, restandone escluse le ulteriori spese per interventi di adattamento necessari a consentirne l’utilizzo da parte del disabile; spese che, a loro volta, possono fruire della detrazione del 19% di cui al rigo E3.
Nel limite di euro 18.075,99 concorrono anche le spese di riparazione, sono escluse quelle di ordinaria manutenzione quali il premio assicurativo, il carburante, il lubrificante, i pneumatici, e le spese in genere riconducibili alla normale manutenzione del veicolo.
La legge 296/2006 ha stabilito che le agevolazioni previste sui veicoli utilizzati per la locomozione dei portatori di handicap, sono riconosciute a patto che gli autoveicoli siano utilizzati in via esclusiva o prevalente dai beneficiari degli sconti fiscali.
Vanno comprese nell'importo da indicare nel rigo E4 anche le spese indicate con il codice 4 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
(Circolare Agenzia Entrate 10/06/2004, n. 24/E) (Risoluzione 25.1.2007, n. 8/E) (Risoluzione 16.08.2002, n. 284/E) (Risoluzione 08.08.2005, n.117/E) (Risoluzione 17.09.2002, n.306/E).
Documenti da esibire
Prima o unica rata per acquisto di motocarrozzette (veicoli con tre ruote destinati al trasporto di persone per un massimo di quattro posti compreso il conducente), di motoveicoli per trasporto promiscuo e motoveicoli per trasporti specifici; prima o unica rata per acquisto di autovetture (veicoli destinati al trasporto di persone per un massimo di nove posti compreso il conducente), di autoveicoli per trasporto promiscuo e per trasporti specifici:
• fattura relativa alla spesa con specifica del tipo di adattamento che è stato effettuato;
• certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap da parte di una commissione pubblica ovvero autocertificazione del portatore di handicap;
• autocertificazione che attesti che nei quattro anni precedenti non si sia fruito di tale detrazione;
• prescrizione della commissione medica locale in presenza di cambio automatico di cui all’art.119 del d.l. 285/92.
Rate successive:
• nel caso in cui il contribuente abbia chiesto la rateizzazione della spesa e nell’anno in cui l’ha sostenuta si sia avvalso dell’assistenza del medesimo CAF, non saranno necessari ulteriori controlli in quanto è già stata verificata, mentre nel caso contrario occorrerà verificare tutta la documentazione necessaria per il riconoscimento della detrazione.

RIGO E4
-Spese acquisto veicoli portatori di handicap (ulteriori agevolazioni Circolare n.15 del 20/04/2005/E) –

Detrazione spettante anche per familiari fiscalmente a carico
Detrazione in caso di furto del veicolo
L’articolo 15, comma 1, lettera c), del Tuir, prevede che in relazione alle spese per l’acquisto di un autoveicolo da parte di un disabile spetta la detrazione d’imposta una sola volta ogni quattro anni, e che tale detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali di pari importo.
Il medesimo articolo precisa che se il veicolo è stato rubato e non ritrovato, il contribuente possa fruire di una nuova detrazione anche prima della fine del quadriennio per un importo da calcolare su un ammontare assunto al netto di quanto eventualmente rimborsato dall’assicurazione.
La norma, concedendo il nuovo beneficio non pregiudica il diritto all’agevolazione precedentemente acquisito. Pertanto, nell’ipotesi in cui il contribuente ha scelto la rateazione della detrazione in quattro quote annuali, ben può verificarsi che per alcuni anni usufruirà sia delle rate di detrazione relativa al veicolo rubato che della detrazione relativa al nuovo veicolo.
(Circolare 20/04/2005 n.15/E)
Ulteriori agevolazioni per acquisto veicoli per disabili
Ancora con riferimento all’acquisto di auto per disabili, si formula il seguente quesito:
- In una famiglia composta da quattro persone, il padre e uno dei due figli fiscalmente a carico del padre sono disabili. Nel 2003 il padre ha acquistato per sé un’auto, con fattura a lui intestata; nel 2005 ha venduto l’autovettura e contemporaneamente ha acquistato una nuova auto con fattura intestata al figlio disabile, in quanto il tipo di disabilità del figlio necessita di un’auto diversa.

Avendo usufruito nel 2003 della detrazione per acquisto auto, può nel 2005 usufruire di nuovo della detrazione?
- La risposta è sì perché le agevolazioni possono essere fruite prescindendo dal vincolo dell’unico acquisto nei quattro anni.
(Circolare 20/04/2005 n.15/E)
Documenti da esibire
• Fattura relativa all’acquisto del veicolo per verificare di non aver superato la soglia di detraibilità;
• Certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap da parte di una commissione medica pubblica, ovvero autocertificazione del soggetto stesso.

RIGO E4
- Spese di manutenzione straordinaria per veicoli portatori di handicap -

Le istruzioni per la compilazione dei modelli di dichiarazione dei redditi hanno precisato che tra le spese che danno diritto alla detrazione sono comprese, oltre al costo di acquisto dell’autovettura, anche i costi per le riparazioni che non rientrano nell’ordinaria manutenzione.Quindi sono esclusi dalla detrazione i costi di esercizio, quali ad esempio, il premio assicurativo, il carburante, il lubrificante ed i pneumatici. Le suddette spese di manutenzione non ordinaria concorrono, insieme al costo di acquisto del veicolo, al raggiungimento del limite massimo consentito di euro 18.075,99. Tali spese devono essere sostenute entro i quattro anni dall’acquisto e detratte in un'unica soluzione, senza alcuna possibilità di rateizzazione.
(Circolare 20/04/2005 n.15/E)
Documenti da esibire
Riparazioni effettuate ai motoveicoli e autoveicoli:
• fattura relativa alla spesa di manutenzione;
• fattura relativa all’acquisto del veicolo per verificare di non aver superato la soglia di detraibilità e che non siano trascorsi più di 4 anni;
• certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap da parte di una commissione medica ovvero autocertificazione del portatore di handicap.

RIGO E5
- Spese per acquisto di cani guida -

La spesa compete ai non vedenti ed è detraibile per l’intero costo dell’animale. La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni escluso il caso di perdita dell’animale. Inoltre il costo può essere ripartito in quattro rate di uguale importo; in tal caso, indicare nell’apposita casella del rigo E5 il numero corrispondente alla rata di cui si vuole fruire e l’intero importo della spesa sostenuta.
Documenti da esibire
Spese acquisto cane guida:
• fattura o ricevuta relativa all’acquisto del cane guida;
• autocertificazione che attesti che negli ultimi quattro anni non ha beneficiato di altra detrazione per l’acquisto dell’animale, ovvero ne ha beneficiato ma si è verificata la perdita dello stesso;
• certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap da parte di una commissione medica, ovvero autocertificazione del portatore di handicap.
Rate successive:
• nel caso in cui il contribuente abbia chiesto la rateizzazione della spesa e nell’anno in cui l’ha sostenuta si sia avvalso dall’assistenza del medesimo CAF, non sono necessari ulteriori controlli in quanto è già stata verificata, mentre nel caso contrario occorrerà verificare tutta la documentazione necessaria per il riconoscimento della detrazione.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese indicate con il codice 5 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.

RIGO E6
- Rateizzazione spese sanitarie -

In questo rigo il contribuente, che nelle precedenti dichiarazioni dei redditi ha sostenuto spese sanitarie per un importo superiore a 15.493,71 euro, può indicare gli importi di cui è stata chiesta la rateizzazione nel caso in cui negli anni 2006, 2007 e/o 2008 ha optato per la rateizzazione di tale spesa. Può riportare inoltre nell’apposita casella il numero della rata di cui si intende fruire. Deve essere compilato un rigo per ciascun anno in caso di più rateizzazioni.
Le spese che possono essere rateizzate sono quelle indicate nei righi da E1 a E3.
Per le spese sostenute nel 2008 l’importo da indicare è desumibile dal rigo 62 del prospetto 730-3/2009 mentre nella casella delle rate va indicato il numero 2. Per le spese sostenute nel 2006 e /o 2007 l’importo da indicare in questo rigo è desumibile dal rigo E6 del quadro E del modello 730/2009. Se è stato utilizzato il modello UNICO Persone fisiche, l’importo da indicare in questo rigo è quello derivante dalla somma dei righi RP1 colonna 1 e colonna 2, RP2 e RP3 del quadro RP del relativo modello UNICO.
Documenti da esibire
Spese mediche rateizzate:
• nel caso in cui il contribuente abbia chiesto la rateizzazione della spesa e nell’anno in cui l’ha sostenuta si sia avvalso dall’assistenza del medesimo CAF, non sono necessari ulteriori controlli in quanto è già stata verificata, mentre nel caso contrario occorrerà verificare tutta la documentazione necessaria per il riconoscimento della stessa.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese indicate con il codice 6 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.


 

RIGO E7
- Interessi per mutui ipotecari per acquisto abitazione principale -

Vanno indicati gli importi degli interessi passivi, gli oneri e le quote di rivalutazione pagati nel periodo d’imposta in dipendenza di mutui a prescindere dalla scadenza della rata.
In caso di mutuo ipotecario sovvenzionato con contributi erogati in conto interessi, gli interessi passivi danno diritto alla detrazione solo per l’importo effettivamente rimasto a carico del contribuente.
Oneri accessori al mutuo
Tra gli oneri accessori sono compresi anche: l’intero importo delle maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio di valuta relative a mutui stipulati in ECU o in altra valuta, la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione, gli oneri fiscali (compresa l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato), la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato, le spese di istruttoria, notarili e di perizia tecnica, ecc. Le spese notarili comprendono sia l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo (con esclusione di quelle sostenute per il contratto di compravendita) che le spese sostenute dal notaio per conto del cliente quali, ad esempio, l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca.
Non danno diritto alla detrazione gli interessi derivanti da:
-mutui stipulati nel 1991 o nel 1992 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione (ad esempio per casa locata);
-mutui stipulati a partire dal 1993 per motivi diversi dall’acquisto dell’abitazione principale (ad esempio per l’acquisto di una residenza secondaria). Sono esclusi da tale limitazione i mutui stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili ed i mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale.
Motivazione del mutuo: acquisto abitazione principale
La motivazione del mutuo deve risultare dal contratto di mutuo, dal contratto di acquisto dell’immobile o da altra documentazione rilasciata dalla banca su apposita richiesta del contribuente.
Altresì il contribuente potrà ricorrere alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà effettuata ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445.2000, qualora tale motivazione non risulti dai contratti di mutuo e di acquisto e la banca non sia in grado di rilasciare apposita dichiarazione.
In caso di mutui misti (ad esempio acquisto e ristrutturazione), gli importi devono essere distintamente specificati.
(Circolare 20/04/2005 n. 15/E) (Risoluzione 22.12.2006, n. 147/E)
Finanziamenti diversi da mutui ipotecari
Non danno comunque diritto alla detrazione gli interessi pagati a seguito di aperture di credito bancarie, di cessioni di stipendio e, in generale, gli interessi derivanti da tipi di finanziamento diversi da quelli relativi a contratti di mutuo, anche se con garanzia ipotecaria su immobili.
Mutuo eccedente il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile
Se il mutuo eccede il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile possono essere portati in detrazione gli interessi relativi alla parte del mutuo che copre detto costo, aumentato delle spese notarili e degli altri oneri accessori relativi all’acquisto; per determinare la parte di interessi da detrarre può essere utilizzata la seguente formula:

(costo di acquisizione dell’immobile) x (interessi pagati)
capitale dato in mutuo

Tra il costo di acquisizione oltre al valore dell’immobile indicato nel rogito vanno compresi i seguenti oneri accessori: spese notarili per l’atto di compravendita e per il contratto di mutuo, le imposte di registro e quelle ipotecarie e catastali, i compensi di mediazione, le spese di iscrizione e cancellazione dell’ipoteca, l’imposta sostitutiva sul mutuo, le spese sostenute per eventuali autorizzazioni del Giudice Tutelare e quelle di acquisto effettuato nell’ambito di una procedura esecutiva individuale concorsuale.
(Circolare 20/04/2005 n. 15/E e 31/05/2005 n. 26/E – Risoluzione 23/09/2005 n. 128/E)
Abitazione principale: nozione
Per abitazione principale si intende quella in cui il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.
La detrazione spetta al contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (occorre far riferimento all’art. 5 co. 5 del TUIR, il quale specifica che sono considerati familiari il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado).
Nell'ipotesi di separazione legale, il coniuge separato, finché non intervenga la sentenza di divorzio, rientra tra i familiari individuati dal citato comma 5 dell'articolo 5. In caso di divorzio, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetterà comunque il beneficio della detrazione, per la quota di spettanza, nell'ipotesi in cui presso l'immobile acquistato abbiano la propria dimora abituale i suoi familiari (ad esempio i figli). Ovviamente, tra i familiari non e' ricompreso, in tale ipotesi, l'ex coniuge.
La disposizione relativa ai familiari trova applicazione a decorrere dal 2001, ma anche in riferimento alle rate pagate dopo la predetta data in dipendenza di contratti di mutuo stipulati prima del 2001, a condizione che l'immobile sia stato adibito ad abitazione principale del contribuente o di un familiare entro sei mesi dall'acquisto stesso e l'acquisto della unità immobiliare sia stato effettuato nei sei mesi precedenti o successivi alla data della stipulazione del contratto di mutuo.
Il beneficiario della detrazione deve coincidere con il proprietario dell’unità immobiliare, ma se il mutuo e' stato contratto anteriormente all'anno 1991 la detrazione può essere fruita anche dal soggetto non titolare di reddito di fabbricati.
La detrazione spetta solo al soggetto che risulti proprietario o nudo proprietario dell’immobile e non spetta mai invece all’usufruttuario.
Acquisto di ulteriore quota di proprietà dell’abitazione principale
La detrazione compete anche per l’acquisto di una ulteriore quota di proprietà dell’unità immobiliare, ma non spetta se il mutuo è stato stipulato per acquistare autonomamente una pertinenza della dimora abituale del contribuente.
Acquisto da impresa /cooperativa edilizia
Il contribuente che ha acquistato dall’impresa o tramite una cooperativa edilizia un immobile, perde il diritto alla detrazione degli interessi corrisposti a seguito della stipula del contratto di mutuo se non riesce a trasferire la propria residenza entro 12 mesi, anche se la causa è imputabile al Comune a seguito, ad esempio, dei ritardi nella concessione dell’abitabilità, .
Per le somme pagate alla cooperativa dagli assegnatari di alloggi cooperativi a titolo di rimborso degli interessi passivi ed oneri accessori relativi a mutui ipotecari contratti dalla stessa e ancora indivisi, ai fini della verifica della sussistenza delle condizioni che danno diritto alla detrazione, va fatto riferimento al momento della delibera di assegnazione dell'alloggio, con conseguente assunzione dell'obbligo del pagamento del mutuo e di immissione in possesso e non al momento del formale atto di assegnazione dell'immobile redatto dal notaio.
Acquisto di immobile adibito a propria abitazione e immobile adibito ad abitazione di familiari
Nel caso in cui il contribuente contrae un mutuo per l'acquisto di un immobile adibito a propria abitazione principale, e un mutuo per l'acquisto di in immobile da adibire ad abitazione di un familiare, la detrazione deve essere riferita agli interessi pagati in corrispondenza dell'immobile adibito a propria abitazione.
La detrazione è ammessa anche per i contratti di mutuo stipulati con soggetti residenti nel territorio di uno Stato membro dell’Unione Europea o a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.
Interessi passivi e oneri accessori: limiti di detraibilità
La detrazione spetta su un importo massimo di € 4.000 (l’aumento del limite di detraibilità da € 3.615,20 a € 4.000,00, a decorrere dal 1° gennaio 2008, è previsto dall’art.1, co.202 della legge n.244 del 24/12/2007 – Finanziaria 2008); per i contratti di mutuo stipulati prima del 1° gennaio del 1993, in caso di contitolarità o in presenza di più mutui, tale limite è riferito all’ammontare complessivo degli interessi che deve essere ripartito in parti uguali tra i mutuatari. L’unica eccezione a tale regola riguarda il caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, dove la detrazione spetta a quest'ultimo per entrambe le quote d'interessi. Tale disposizione si applica a prescindere dalla data in cui e' stato stipulato il contratto di mutuo. Per i contratti di mutuo stipulati prima del 1993 la detrazione spetta su un importo massimo di € 4.000 per ciascun intestatario del mutuo e non è possibile fruire della quota del coniuge a carico.

Condizioni per usufruire della detrazione in rapporto alla data di stipula del mutuo:
•Per i mutui stipulati dall’01.01.2001: la detrazione è ammessa a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro 1 anno dalla data di acquisto e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo.
•Per i mutui stipulati dall’01.01.1993 fino al 31.12.2000: la detrazione è ammessa a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dalla data di acquisto e che l’acquisto sia avvenuto nei 6 mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo; fa eccezione il caso in cui al 1° gennaio 2001 non fosse già decorso il termine semestrale previsto dalla previgente disciplina.
•Per i mutui stipulati nel corso del 1993: la detrazione è ammessa a condizione che l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro l’8 giugno 1994.
•Per i mutui stipulati anteriormente al 1993: la detrazione è ammessa a condizione che l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale alla data dell’8 dicembre 1993 e che, nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro, in caso contrario a partire dall’anno di variazione la detrazione spetta solo sull’importo massimo di € 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo.
Se l’unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale entro i termini prescritti a causa di un trasferimento per motivi di lavoro si mantiene il diritto alla detrazione. Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale, ad eccezione del trasferimento per motivi di lavoro e del ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari, purché l’unità immobiliare non risulti locata. Tuttavia, se il contribuente torna ad adibire l’immobile ad abitazione principale, in relazione alle rate pagate a decorrere da tale momento, è possibile fruire nuovamente della detrazione.
La detrazione è riconosciuta per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui ipotecari per l’acquisto di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito della dimora abituale.
Estinzione/rinegoziazione del mutuo
Nel caso in cui venga estinto un vecchio mutuo e ne venga acceso uno nuovo di importo non superiore alla quota capitale residua, maggiorata delle spese e oneri correlati, si continua a beneficiare della detrazione per oneri anche se il soggetto mutuante è diverso da quello originario.
In caso di rinegoziazione di un contratto di mutuo per l’acquisto di propria abitazione permane il diritto a fruire della detrazione spettante, in base alla normativa vigente al momento della stipula dell’originario contratto di mutuo, solo se sono rimasti invariati le parti contraenti e il cespite immobiliare concesso in garanzia e se l’importo del mutuo risulta non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare alla data di rinegoziazione del predetto contratto.
Acquisto di immobili ristrutturati/locati
Qualora l’immobile acquistato sia oggetto di ristrutturazione edilizia, la detrazione spetta dalla data in cui l’immobile è adibito ad abitazione principale, che comunque deve avvenire entro 2 anni dall’acquisto. Qualora non fosse possibile fissare la dimora abituale presso l’unità abitativa entro 2 anni per cause imputabili al Comune si potrà comunque usufruire della detrazione d’imposta.
In caso di acquisto di unità immobiliare locata, la detrazione spetta a condizione che entro tre mesi dall'acquisto sia stato notificato al locatario l'atto di intimazione di sfratto per finita locazione e che entro un anno dal rilascio l'unita' immobiliare sia adibita ad abitazione principale.
La detrazione trova applicazione, secondo le regole generali, sin dalla prima rata. Per quanto riguarda i mutui contratti prima del 2001, si ritiene che tale disposizione, entrata in vigore il 1 gennaio 2001, possa essere applicata anche con riferimento ai mutui stipulati nell'anno 2000, sempre che al 31 dicembre 2000 non sia già decorso il termine di tre mesi previsto dalla norma entro il quale deve essere notificato al locatario l'atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita locazione e che l'adempimento venga, comunque, posto in essere nei tre mesi decorrenti dall'acquisto.
Qualora entro un anno dal rilascio l'immobile non viene destinato ad abitazione principale, gli interessi per i quali il contribuente si e' avvalso della detrazione dovranno essere dichiarati quali redditi a tassazione separata.
Nel caso in cui il contribuente proprietario di due immobili di cui uno adibito ad abitazione principale, per l'acquisto del quale aveva contratto un mutuo, l'altro acquistato successivamente e occupato per effetto di contratto di locazione, per l'acquisto del quale contrae un mutuo, avendo entro tre mesi notificato al locatario l'intimazione di sfratto per finita locazione, nel periodo in cui il nuovo immobile acquistato e' ancora occupato dal conduttore e fino a quando viene rilasciato e adibito ad abitazione principale, dovrà riferire la detrazione agli interessi pagati in corrispondenza della casa effettivamente adibita ad abitazione.
Accollo del mutuo
In caso di accollo, per data di stipulazione del contratto di mutuo deve intendersi quella di stipulazione del contratto di accollo del mutuo.
In caso di successione a causa di morte, la detrazione compete agli eredi e al coniuge superstite contitolare del contratto di mutuo, a condizione che provvedano a regolarizzare l’accollo del mutuo, sempre che sussistano gli altri requisiti.
Nel rigo E7 sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il codice 7 nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008.
(Circ. Agenzia Entrate 29/01/2001, n. 7/E – Circ. Agenzia Entrate 12/06/2002, n. 50/E – C.M. 12/05/2000, n. 95 – C.M. 03/05/1996, n. 108 – C.M. 01/06/1999, n. 122 – Circ. Agenzia Entrate 20/04/2005, n. 15 - Circ. Agenzia Entrate 31/05/2005, n. 26 – Circ. Agenzia Entrate 23/09/2005, n. 128)

Documenti da esibire
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per l’acquisto dell’immobile che è stato adibito ad abitazione principale;
•atto di acquisto dell’immobile dal quale risultino i vincoli temporali e l’importo che se inferiore al capitale erogato renderà necessario il riproporzionamento degli interessi;
•autocertificazione che attesti che l’immobile è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma.
Documenti aggiuntivi da esibire in casi particolari:
•contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per l’acquisto dell’ulteriore quota dell’abitazione principale (in caso di mutuo stipulato dal 1998 per l’acquisto di una ulteriore quota dell’abitazione principale);
•nuovo contratto di mutuo con lo stesso oggetto e con le nuove condizioni (in caso di estinzione o rinegoziazione dei contratti di mutuo);
•ripartizione della spesa di competenza del contribuente relative alle rate di mutuo pagate nel 2008 (in caso di mutui ipotecari contratti dalla cooperativa o dall’impresa costruttrice);
•le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione (in caso di mutui contratti dal 2001 per l’acquisto di immobile oggetto di ristrutturazione edilizia destinato ad abitazione principale);
•atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita locazione notificato entro 3 mesi dalla data di acquisto (in caso di mutui contratti dal 2001 per l’acquisto dell’unità immobiliare locata e destinata ad abitazione principale).



Tipologia di mutuo
Limiti di detraibilità
Acquisto
Prima del 1993
Abitazione principale
4.000 per ogni intestatario
Dal 1993
Abitazione principale
4.000 totali

 

 


Data stipula mutuo acquisto abitazione principale

 

Limite detraibilità (al 19% di interessi e oneri aggiuntivi)

 

Termine per adibire ad abitazione principale

 

Data di acquisto

prima del 1993

4.000 per ciascun intestatario

08/12/1993

1993

4.000 complessivi

08/06/1994

sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo

dal 1994 al 2000

4.000

Complessivi

entro sei mesi

dall’acquisto

sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo

dal 2001

4.000

Complessivi

entro un anno dall’acquisto (due in caso di ristrutturazione in corso)

un anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo

 

 

RIGO E8

- Interessi per mutui ipotecari per acquisto altri immobili -
Vanno indicati, per un importo non superiore a € 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo, gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari su immobili diversi da quelli utilizzati come abitazione principale stipulati prima del 1993.
Per i mutui stipulati nel 1991 e nel 1992 la detrazione spetta solo per quelli relativi all’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione diversa da quella principale (per la quale valgono invece le istruzioni relative al rigo E7) e per i quali non sia variata tale condizione (ad es. si verifica variazione se l’immobile viene concesso in locazione).
La detrazione degli interessi spetta anche nel caso di accollo del mutuo, precedente al 1993, e nel caso di rinegoziazione del contratto di mutuo.
Se sono presenti contemporaneamente due contratti di mutuo, uno per l’acquisto dell’abitazione principale (rigo E7) e uno per l’acquisto di un immobile diverso dall’abitazione principale (rigo E8), si prospettano 2 casi:
-se l’importo del rigo E7 è maggiore o uguale a € 2.065,83, l’importo del rigo E8 non concorre al calcolo della detrazione;
-se l’importo del rigo E7 è minore a € 2.065,83, la somma degli importi del rigo E7 e del rigo E8 non può superare € 2.065,83.
In tale rigo vanno indicati anche gli interessi passivi su mutui ipotecari indicati con il codice 8 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
Documenti da esibire
Mutui stipulati nel 1991 e nel 1992 per l’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione diversa da quella principale:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2008;
•contratto di mutuo dal quale risulti che è stato concesso per l’acquisto dell’immobile;
•atto di acquisto dell’immobile dal quale risultino i vincoli temporali e l’importo che se inferiore al capitale erogato renderà necessario il riproporzionamento degli interessi;
•autocertificazione che attesti che l’immobile è stato adibito a propria abitazione diversa da quella principale e che tale condizione sussisteva nel 2009.
Mutui stipulati prima del 01/01/1991 per l’acquisto di qualsiasi tipo di immobile:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009.

 

Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Acquisto altri immobili

2.065,83 per ogni intestatario

 

RIGO E9
- Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio -

Vanno indicati gli interessi passivi, gli oneri e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici. La detrazione spetta su un importo massimo di € 2.582,28 e in caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo detto limite è riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti. Se il contratto di mutuo è stipulato da un condominio la detrazione spetta a ciascun condomino in ragione dei millesimi di proprietà.
Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio relativamente ai quali compete la predetta detrazione sono i seguenti:
•interventi di manutenzione ordinaria, cioè quelli che riguardano opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
•interventi di manutenzione straordinaria, cioè le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico – sanitari e tecnologici, sempreché non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso;
•interventi di restauro e di risanamento conservativo, cioè le opere di consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
•interventi di ristrutturazione edilizia, cioè quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.
Al fine di usufruire della detrazione è necessario che il contratto di mutuo sia stato stipulato nel 1997 con lo specifico scopo di finanziare i predetti interventi di recupero edilizio che possono riguardare immobili adibiti ad abitazione, principale o secondaria, ma anche unità immobiliari adibite ad usi diversi (box, cantine, ecc.) sempre che gli interventi siano effettuati nel rispetto della normativa che disciplina l’attività edilizia.
Non sono ammessi altri tipi di finanziamento come ad es. aperture di credito, cambiali ipotecarie, ecc.
La detrazione in questione può coesistere con quella prevista per gli interessi relativi a mutui per l’acquisto dell’abitazione principale (rigo E7) e a mutui per la costruzione dell’abitazione principale (rigo E10) e spetta oltre che in riferimento agli immobili di proprietà del contribuente, anche per quelli di proprietà di terzi, utilizzati dal contribuente sulla base di un contratto a titolo oneroso o gratuito o di altro titolo idoneo.
E’ necessario ai fini della detrazione degli interessi che dal contratto di mutuo risulti la specifica destinazione del mutuo.
La detrazione non spetta più se il mutuo stipulato nel 1997 viene successivamente rinegoziato.
Gli interessi passivi possono essere portati in detrazione limitatamente all’ammontare del mutuo effettivamente utilizzato per la copertura dell’importo delle spese documentate.
In tale rigo sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui indicati con il codice 9 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o nel CUD 2009.
(Legge 28.02.97 n.30)

Documenti da esibire
Mutui stipulati nel 1997 per interventi di recupero edilizio:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per realizzare gli interventi di recupero edilizio;
•fatture dei lavori eseguiti, per rapportare gli interessi alle spese effettivamente sostenute.


Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Interventi di recupero edilizio

2.582,28 complessivi

 

 

RIGO E10
- Interessi per mutui ipotecari per costruzione abitazione principale -

Vanno indicati gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. La detrazione spetta su un importo massimo di € 2.582,28.
Per costruzione di unità immobiliare si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al provvedimento di abilitazione comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 31 del comma 1 lettera d) della legge 5 agosto 1978 n. 457. In caso di ristrutturazione la detrazione compete in presenza di un provvedimento di abilitazione comunale, concessione edilizia o DIA, nel quale sia indicato che l’autorizzazione riguarda i lavori di cui alla legge suindicata ovvero se il contribuente è in possesso di analoga dichiarazione sottoscritta dal responsabile del competente ufficio comunale.
Anche per la costruzione e ristrutturazione edilizia di un fabbricato rurale da adibire ad abitazione principale del coltivatore diretto spetta la detrazione degli interessi passivi relativi ad un mutuo a tal fine contratto.
Per poter usufruire della detrazione in questione è necessario che vengano rispettate le seguenti condizioni:
-l’unità immobiliare che si costruisce deve essere quella nella quale il contribuente o suoi familiari intendono dimorare abitualmente;
-il mutuo deve essere stipulato non oltre sei mesi, antecedenti o successivi, alla data di inizio dei lavori di costruzione o ristrutturazione. A decorrere dal 1° dicembre 2007 per poter fruire della detrazione la stipula del contratto di mutuo deve avvenire nei sei mesi antecedenti ovvero nei 18 mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzioni;
-l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione;
-il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.
La detrazione è anche riconosciuta per gli interessi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui ipotecari per la costruzione di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito della dimora abituale.
La detrazione spetta limitatamente agli interessi relativi all’ammontare del mutuo effettivamente utilizzato.
Tale detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi indicati nel rigo E7 soltanto per tutto il periodo di durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare, nonché per il periodo di 6 mesi successivi al termine dei lavori stessi.
La detrazione non spetta più a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale, ad eccezione delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro.
Il diritto alla detrazione viene meno al verificarsi di una delle seguenti situazioni:
•l’unità immobiliare non viene destinata ad abitazione principale entro i 6 mesi dalla data di costruzione dei lavori;
•i lavori di costruzione dell’unità immobiliare non sono iniziati nei 6 mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo;
•i lavori di costruzione non sono ultimati entro il termine riportato nel provvedimento amministrativo, salva la possibilità di proroga.
Se non è possibile rispettare i termini degli ultimi 2 punti a causa di ritardi imputabili esclusivamente all’Amministrazione comunale il diritto alla detrazione non viene perso.

Si può usufruire contemporaneamente della detrazione prevista per il rigo E10 e della detrazione del 36% per le spese sostenute per la ristrutturazione degli immobili.
In tale rigo sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari con il codice 10 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
Documenti da esibire
Mutui stipulati dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per la costruzione o per la ristrutturazione dell’abitazione principale;
•autocertificazione che attesti che sussistono le condizioni richieste per la detraibilità;
•abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione;
•fatture dei lavori eseguiti, per rapportare gli interessi alle spese effettivamente sostenute.


Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale

2.582,28 complessivi

 

Estinzione o rinegoziazione del contratto di muto e stipula di uno nuovo:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di muto dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per la costruzione o per la ristrutturazione dell’abitazione principale;
•autocertificazione che attesti che sussistono le condizioni richieste per la detraibilità;
•abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione;
•fatture dei lavori eseguiti, per rapportare gli interessi alle spese effettivamente sostenute.
•nuovo contratto di mutuo con lo stesso oggetto e con le nuove condizioni.
•certificazione degli oneri accessori in caso di riparametrazione degli interessi.


Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Estinzione o rinegoziazione del mutuo e stipula nuovo mutuo

Si mantengono le condizioni di detraibilità del mutuo originario

 

 

RIGO E11
- Interessi per prestiti o mutui agrari -

Vanno indicati gli interessi passivi e relativi oneri accessori, nonché le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per prestiti o mutui agrari di ogni specie. La detrazione, indipendentemente dalla data di stipula del mutuo, verrà calcolata su un importo non superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati.
In tale rigo sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui indicati con il codice 11 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
Documenti da esibire
Prestiti e mutui agrari:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di mutuo.


Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Prestiti e mutui agrari

Importo non superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati

 


RIGO E12
- Premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni -

Detrazione spettante anche per premi versati per familiari fiscalmente a carico
L’articolo 15, comma 1,lettera f), del TUIR comprende tra gli oneri per i quali spetta la detrazione del 19% i premi pagati per assicurazione aventi ad oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente, a condizione che l’impresa di assicurazione non abbia la facoltà di recesso dal contratto. Il comma 2 dello stesso articolo 15 prevede che la detrazione in questione spetta anche se l’“onere” è sostenuto nell’“interesse” dei familiari fiscalmente a carico, fermo restando il limite complessivo sul quale calcolare la detrazione.
Nell’ambito del contratto di assicurazione, oltre all’assicuratore si possono distinguere:
-il contraente, che è il soggetto che stipula il contratto con l’assicuratore e che sostiene l’“onere”;
-l’assicurato, che è il soggetto la cui vita o invalidità viene presa in considerazione;
-il beneficiario, che è il soggetto al quale è dovuta la prestazione (capitale o rendita) assicurata al verificarsi dell’evento.
In genere contraente e assicurato sono la stessa persona, ma il diritto alla detrazione spetta anche nel caso in cui il contribuente stipula un’assicurazione vita e, quindi, versa i premi nell’interesse di un familiare a carico. Ha diritto alla detrazione anche il contribuente il cui familiare a carico risulti sia come contraente del contratto che come assicurato posto che, in tal caso, l’onere economico è sopportato dal contribuente.

Ipotesi di detraibilità
Contribuente = contraente e assicurato -> spetta il diritto alla detrazione
Contribuente = contraente e familiare a carico = assicurato -> spetta il diritto alla detrazione
Familiare a carico = contraente e assicurato -> spetta il diritto alla detrazione

La detrazione compete, per un importo complessivo di 1.291,14, per i premi di assicurazione versati nel 2009, relativamente a :
•contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000;
•contratti di assicurazione stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, aventi per oggetto esclusivamente uno o più dei seguenti rischi:
-rischio di morte;
-rischio di non autosufficienza nel compiere gli atti della vita quotidiana;
-rischio di invalidità permanente superiore al 5% derivante da una qualsiasi causa.
Contratti di assicurazione stipulati o rinnovati sino al 31 dicembre 2000
Danno diritto alla detrazione dei relativi premi se:
-è prevista una durata non inferiore a cinque anni dalla data della loro stipula;
-non è consentita la concessione di prestiti per il periodo di durata minima sopra indicato.
Al ricorrere di queste condizioni il diritto alla detrazione permane fino alla scadenza del contratto o al suo rinnovo anticipato, anche tacito, se antecedente al 31 dicembre 2000.
Il diritto alla detrazione si perde se, prima del compimento di cinque anni, viene esercitato da parte del contraente il riscatto dell’assicurazione. In questo caso il diritto alla detrazione viene meno dall’anno in cui è stato esercitato il riscatto.
La detrazione per questa tipologia di contratti compete anche se i premi sono stati pagati a compagnie assicurative estere.
Sono detraibili, se stipulate o rinnovate entro il 31.12.2000, anche le assicurazioni infortuni relative al conducente auto, stipulate normalmente in aggiunta all’ordinaria polizza R.C. auto.
Contratti di assicurazione stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001
Danno diritto alla detrazione dei relativi premi se coprono uno o più dei seguenti rischi:
•morte;
•invalidità permanente superiore al 5%;
•non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.
La prima tipologia di rischio è caratterizzata dal prevedere l’erogazione della prestazione esclusivamente in caso di morte.
Esistono però anche dei contratti “misti” che possono prevedere l’erogazione della prestazione sia in caso di morte sia in caso di permanenza in vita dell’assicurato alla scadenza del contratto o in caso di riscatto anticipato. In queste ipotesi miste il premio detraibile è solamente quello riferibile al rischio morte.
Nella seconda tipologia l’elemento determinante è che la copertura sia relativa ad una invalidità permanente superiore al 5%; in presenza di polizze che coprono questo rischio, ma coprono anche rischi di invalidità permanente inferiori alla suddetta percentuale, il premio, è detraibile solo per la parte riferibile al rischio di invalidità non inferiore al 5%.
Per la terza tipologia, quelli cioè che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani, condizione essenziale per poter detrarre i relativi premi è che l’impresa di assicurazione non abbia la facoltà di recedere dal contratto. Inoltre è necessario che i contratti abbiano queste caratteristiche:
•la copertura deve riguardare il rischio di non autosufficienza nel compimento in modo autonomo dei seguenti atti quotidiani: assunzione degli alimenti; espletamento delle funzioni fisiologiche e dell'igiene personale; deambulazione; indossare gli indumenti;
•le polizze, sia se stipulate nell'ambito dell'assicurazione sulla malattia sia dell'assicurazione sulla vita, devono comunque prevedere la copertura del rischio per l'intera vita dell'assicurato.
L'articolo 13-bis, comma 1, lettera f), del TUIR comprende tra gli oneri per i quali spetta la detrazione del 19 per cento i premi pagati per assicurazione sulla vita del contribuente. Nell'ambito del contratto di assicurazione sulla vita, oltre all'assicuratore si possono distinguere i seguenti soggetti:
•il contraente, che è persona fisica o giuridica che stipula il contratto con l'assicuratore;
•l'assicurato che è persona fisica la cui vita viene presa in considerazione;
•il beneficiario, che è soggetto al quale e' dovuta la prestazione (capitale o rendita) assicurata al verificarsi dell'evento.
Non sempre contraente e assicurato sono la medesima persona, anche se in genere si riscontra la coincidenza. Pertanto, dato che il soggetto contraente e il soggetto assicurato possono non essere necessariamente la stessa persona, nel caso in cui il contribuente (contraente) stipula un'assicurazione vita per il figlio minorenne (assicurato e beneficiario) e, quindi, versa i premi nell'interesse di un familiare a carico (nella specie, figlio minorenne), ha diritto alla detrazione in questione. (Circolare 18/05/2006 n. 17/E)
Documenti da esibire
-ricevuta di pagamento del premio versato nel 2009;
-contratto di assicurazione.


RIGO E13
- Spese di istruzione -

Detrazione spettante anche per spese sostenute per familiari fiscalmente a carico
Sono detraibili le spese sostenute, per sé e per i propri familiari a carico, anche se riferibili a più anni, per frequentare corsi di istruzione:
• secondaria;
• universitaria;
• di specializzazione universitaria/master universitari/dottorati di ricerca;
presso istituti o università pubbliche o private, italiane o straniere, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse ed i contributi degli istituti statali italiani.
Per le università private l’importo detraibile è costituito dalla tassa di iscrizione richiesta, per lo stesso corso di laurea, dall’università pubblica ubicata nella località più vicina. In caso di più corsi di laurea corrispondenti, esistenti presso le Università statali (es. Economia e Commercio), si farà riferimento a quello per il quale è più alto l’importo dei contributi pagati.
Le spese ammesse sono:
• immatricolazione ed iscrizione;
• corsi di specializzazione;
• frequenza;
• sopratasse per esami di profitto e laurea.
I costi per la frequentazione di master danno diritto alla detrazione d'imposta, nei limiti del 19%, qualora, per durata e struttura dell'insegnamento, gli stessi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati. Per quanto riguarda i master gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani.
In tale rigo vanno comprese le spese indicate con il 13 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
(Circolare 23/05/1987 n.11; Circolare 19/05/2000 n.101) (Risoluzione 11/E del 17/02/2010)
Documenti da esibire
Spese di istruzioni sostenute presso istituti pubblici:
• ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel 2009.
Spese di istruzioni sostenute presso istituti privati:
• ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel 2009;
• documento che attesti l’importo delle tasse e contributi previsti per analogo corso di studi presso
università pubblica.
Spese per la frequenza di Master universitari:
• ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel 2009;
• documento che attesti che i master frequentati siano assimilabili a corsi universitari o di
specializzazione per struttura e durata;
• documento che indichi l’equiparazione del Master a quello dell’università pubblica o privata in
aggiunta all’importo delle tasse e contributi previsti.
Spese per la frequenza di Dottorato di ricerca
• ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel 2009;
• documento che attesti che il Dottorato di ricerca sia assimilabile a corsi universitari o di
specializzazione per struttura e durata;
• documento che indichi l’equiparazione del Dottorato di ricerca a quello dell’università pubblica
o privata in aggiunta all’importo delle tasse e contributi previsti.

RIGO E14
- Spese funebri -

Sono deducibili le spese funebri per i familiari e il coniuge, i figli legittimi o legittimati, naturali o adottivi e, in loro mancanza, i discendenti prossimi anche naturali, i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali e quelle sostenute per gli affidati o affiliati.
La detrazione compete nel limite massimo di 1.549,37, tale limite non è riferito al periodo d’imposta, ma a ciascun decesso.
Si precisa inoltre che la spesa funebre, può essere deducibile frazionatamente dal reddito complessivo di più persone, ancorché il documento contabile (ricevuta o fattura quietanzata) sia intestato o rilasciato ad una sola persona, a condizione che nel documento contabile originale sia annotata una dichiarazione di ripartizione della spesa sottoscritta dallo stesso intestatario del documento.
Inoltre si tenga presente che le "spese funebri", devono rispondere ad un criterio di attualità rispetto all'evento cui sono finalizzate. Da quanto sopra discende che le spese sostenute dall’istante, ad esempio l’acquisto del loculo prima della morte, non rivestendo il predetto carattere di attualità, costituiscono erogazioni di reddito non rientranti nella previsione legislativa degli oneri deducibili.
In tale rigo vanno compresa le spese indicate con il 14 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
(Circolare 25/05/1979 n. 26; Risoluzione 28/07/1976 n.944)
Documenti da esibire
Spese funebri:
•Fatture o ricevute fiscali pagate nel 2009 riconducibili al funerale come la fattura dell’agenzia di pompe funebri, del fiorista, degli annunci funebri, ecc…
•Autocertificazione che la spesa è stata sostenuta per uno dei familiari o per un affiliato o affidato.




RIGO E15
- Spese per addetti all’assistenza personale -

Detrazione spettante anche per spese sostenute per familiari fiscalmente a carico
Può essere detratto dall’imposta lorda un importo pari al 19 per cento delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale.
Rientrano in tale categoria per un importo non superiore a euro 2.100, (dando origine ad una detrazione massima ottenibile di 399 euro), l’ammontare delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, nell’ipotesi di non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani, se il reddito complessivo non supera euro 40.000.
La detrazione spetta anche per le spese sostenute per i propri familiari. Non è necessario tuttavia, che il familiare per il quale si sostiene la spesa sia fiscalmente a carico del contribuente o conviva con il medesimo.
Sono considerati non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana i soggetti che non sono in grado, ad esempio, di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti.
Inoltre, può essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica.
Il limite di euro 2.100 deve essere considerato con riferimento al singolo contribuente a prescindere dal numero dei soggetti cui si riferisce l’assistenza. Ad esempio, se un contribuente ha sostenuto spese per sé e per un familiare, l’importo da indicare in questo rigo non può essere comunque superiore a euro 2.100.
Nel caso in cui più familiari hanno sostenuto spese per assistenza riferite allo stesso familiare, il limite massimo di euro 2.100 dovrà essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa.
Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta debitamente firmata, rilasciata dall’addetto all’assistenza.
La documentazione deve contenere gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.
La possibilità di beneficiare della detrazione opera:
•se le prestazioni di assistenza sono rese da una casa di cura o di riposo;
•se le prestazioni di assistenza sono rese da parte di una cooperativa di servizi, a favore di un soggetto ricoverato presso una casa di cura o di riposo.
Nel primo caso la documentazione rilasciata dalla casa di riposo deve certificare distintamente i corrispettivi riferiti all’assistenza rispetto a quelli riferibili ad altre prestazioni fornite dall’istituto operante.
Nel secondo caso la documentazione fiscale:
•deve essere rilasciata dalla cooperativa che intrattiene il rapporto contrattuale di assistenza;
•deve contenere i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento, i dati identificativi della cooperativa e la specificazione della natura del servizio reso.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per addetti all’assistenza personale indicate con il 15 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.

RIGO E16
- Spese per attività sportive dei ragazzi -

E’ possibile detrarre dall’Irpef il 19% delle spese sostenute per l’iscrizione annuale e per l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica (art. 15, comma 1, lettera i-quinquies del Tuir).
L’importo massimo di spese agevolata è pari a 210 euro, pertanto la detrazione che potrà diminuire l’Irpef non supererà i 40 euro.
Il limite agevolabile rimane tale anche se la spesa è sostenuta da entrambi i genitori. La detrazione può quindi spettare ai due coniugi in relazione a quanto pagato da ciascuno di essi, ma comunque su un importo complessivo di 210 euro. (Risoluzione Agenzia Entrate n. 50/E del 25.02.2009).
Il decreto interministeriale del 28.03.2007, emanato dal Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 09.05.2007), ha individuato le caratteristiche delle strutture sportive di cui alla suddetta norma e le modalità di certificazione delle spese sostenute per iscrizione o l'abbonamento. Per quanto concerne le caratteristiche delle strutture sportive il citato decreto fa
riferimento alle "associazioni sportive", società e le associazioni sportive dilettantistiche indicate dall'art. 90, commi 17 e seguenti, della legge 289/2002, che abbiano nella propria denominazione sociale l'espressa indicazione della finalità sportiva e della ragione o denominazione sociale dilettantistica.
Per palestre, piscine, altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica si intendono tutti gli impianti, comunque organizzati, destinati all’esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica, che siano gestiti da soggetti giuridici, diversi dalle associazioni sportive, pubblici o privati, anche in forma di impresa, individuale o societaria, secondo le norme del codice civile.
La certificazione della spesa deve avvenire secondo precise modalità (decreto interministeriale 28/03/2007).
Documenti da esibire:
•Bollettino bancario o postale;
•Fattura, ricevuta o quietanza di pagamento.
La documentazione deve riportare:
•la ditta, la denominazione o ragione sociale ovvero cognome e nome (se persona fisica) e la sede ovvero la residenza nonché il codice fiscale, del precettore;
•la causale del pagamento (iscrizione, abbonamento ecc..);
•l’attività sportiva esercitata (es. nuoto, pallacanestro ecc..);
•l’importo corrisposto per la prestazione resa;
•i dati anagrafici del ragazzo praticante l’attività sportiva dilettantistica e il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per l’attività sportiva per ragazzi riportate con codice 16 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.

RIGO E17
- Spese per intermediazione immobiliare -

In base all’art. 15 lettera b-bis) del Tuir i compensi, comunque denominati, pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale sono detraibili per un importo pari al 19 per cento.
La detrazione si applica su un importo non superiore ad euro 1.000 per ciascuna annualità.
Se l’acquisto è effettuato da più proprietari, la detrazione, nel limite complessivo di euro 1.000, dovrà essere ripartita tra i comproprietari in ragione della percentuale di proprietà.
La detrazione in oggetto compete solo all’acquirente dell’immobile, e non ad altri soggetti coinvolti nell’atto ad altro titolo. In ordine al titolo di immobile acquistato, dal contesto normativo nel quale la disposizione è collocata, troviamo la definizione di abitazione principale. Infatti nello stesso articolo 15 lettera b) del Tuir, ai fini della detrazione degli interessi passivi di mutuo si precisa che per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Da ciò, se ne deduce che per fruire dell’agevolazione in discorso l’immobile per il quale è stata pagata la mediazione può anche non costituire la prima casa per l’acquirente, purché sia adibito ad abitazione principale da lui o dai suoi familiari. Si intendono per familiari, ai fini delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
Ovviamente, in molti casi, alla data del rogito e del pagamento del compenso al mediatore immobiliare questo presupposto di fatto potrebbe non essere ancora realizzato; si ritiene, comunque, che sia sufficiente che l’immobile venga adibito a tale uso dall’acquirente entro un anno dall’anno di acquisto.
L’Agenzia delle Entrate con la Ris. n.26 del 30 gennaio 2009 ha precisato che se viene pagato, a seguito della stipula del preliminare di vendita, il compenso all’agenzia immobiliare per l’intermediazione, la spesa può essere portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui la stessa è stata sostenuta, a condizione che tale preliminare risulti regolarmente registrato. Nel caso in cui l’acquisto non vada a buon fine il contribuente sarà tenuto poi a restituire la relativa detrazione con la prima dichiarazione dei redditi utile.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per l’intermediazione immobiliare riportate con codice 17 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
Documenti da esibire
•fattura emessa dal mediatore immobiliare;
•copia del rogito notarile relativo alla compravendita dell’immobile nel quale sono riportati:
l’ammontare della spesa sostenuta per l’attività di mediazione, le analitiche modalità di pagamento della stessa e il numero di partita IVA o del codice fiscale dell’agente immobiliare.

RIGO E18
- Spese per canoni di locazione per studenti universitari fuori sede -

Sarà detraibile il 19 per cento della spesa, sostenuta dagli studenti universitari per alloggi siti in città universitarie per un importo non superiore a 2.633 euro della stessa per ciascun periodo d’imposta (la detrazione massima risulta pari a 500,27 euro).
L’importo di 2.633 euro costituisce il limite complessivo di spesa di cui può usufruire ciascun contribuente anche se ci si riferisce a più contratti intestati a più di un figlio.
La norma stabilisce le seguenti condizioni al fine di poter usufruire della detrazione delle spese per canoni di locazione pagati agli studenti:
1.l’università deve essere ubicata in un comune distante da quello di residenza dello studente almeno 100 km;
2.il comune di residenza dello studente in ogni caso deve appartenere ad una provincia diversa da quella in cui è situata l’università;
3.i canoni di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della Legge 9.12.1998 n. 431 (con una recente risoluzione l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che qualsiasi tipologia di contratto di locazione è da intendersi disciplinata dalla Legge 431/98 anche se non espressamente menzionata e pertanto detraibili); i canoni devono riferirsi ad una unità immobiliare condotta in forza di un contratto di locazione regolarmente registrato;
E’ stato ampliato l’ambito di applicazione del beneficio anche per:
− i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione;
− i contratti stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti,
− i contratti stipulati con enti senza fine di lucro e cooperative.
Lo studente, o il familiare di cui lo stesso risulta fiscalmente a carico, non può beneficiare della detrazione in relazione ai contratti di locazione immobiliare, se le predette condizioni non sono contemporaneamente soddisfatte.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per l’intermediazione immobiliare riportate con codice 18 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
(Circolare 34 del 04/04/08) (Risoluzione n.200/E del 16.05.08)
Documenti da esibire:
•i contratti di locazione richiamati dalla Legge 431/1998;
•autocertificazione nella quale il contribuente dichiari di essere studente universitario e di aver rispettato tutte le condizioni per il beneficiare della detrazione;
•ricevute o quietanze di pagamento relative al 2009;
•nel caso in cui ci si trovi in presenza di un contratto che riporti una scadenza precedente all’anno di imposta 2009 è necessario verificare il modello F23 da cui risulti l’imposta di registro sostenuta per la registrazione del contratto.

RIGO E22
- Contributi previdenziali e assistenziali deducibili -

Deduzione spettante anche per familiari fiscalmente a carico
Sono deducibili le somme versate a titolo di contributi previdenziali e assistenziali nonché i contributi volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza.
Sono altresì deducibili nei periodi d’imposta in cui i termini di versamento sono sospesi in conseguenza di calamità pubbliche; ai sensi della medesima disposizione è previsto, in via transitoria, che coloro che non hanno dedotto negli anni della sospensione possano fruirne nell’anno del versamento.
Rientrano in questa voce anche:
-i contributi sanitari obbligatori versati per l’assistenza erogata nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, compresi quelli versati con il premio di assicurazione Responsabilità civile autoveicoli (Rca),
-il contributo previdenziale versato alla gestione separata dell’Inps nella misura effettivamente rimasta a carico del contribuente risultante da idonea documentazione;
-i contributi agricoli unificati all’Inps – Gestione ex Scau per costituire la propria posizione previdenziale e assistenziale (è indeducibile la parte dei contributi che si riferisce ai lavoratori dipendenti)
-i contributi previdenziali e assistenziali versati facoltativamente alla gestione della forme pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi. Sono pertanto deducibili anche i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea, per la prosecuzione volontaria..
-i contributi versati per l’assicurazione obbligatoria Inail riservata alle persone del nucleo familiare per la tutela contro gli infortuni domestici (cosiddetta assicurazione casalinghe).
Le somme versate all’INPS per ottenere l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione di anzianità e di attività di lavoro e quelle relative alla regolarizzazione dei periodi pregressi non possono essere considerati come contributi previdenziali obbligatori o facoltativi in quanto non generano una prestazione futura da parte dell’istituto previdenziale, ma costituiscono una sorta di autorizzazione necessaria per superare il divieto di cumulo ovvero una regolarizzazione per aver violato il divieto negli anni passati.
(Circolare 07/06/2002, n.48/E) (Circolare 10.06.2004, n. 24/E)
Documenti da esibire
Contributo al SSN versato con il premio di assicurazione di responsabilità civile per veicoli:
•quietanza relativa al premio pagato.
Contributi previdenziali versati a gestioni separate da particolari categorie di soggetti (farmacisti, medici…):
•ricevute bancarie e postali relative ai versamenti eseguiti.
Contributi previdenziali versati alla gestione separata INPS e all’INAIL ove previsto:
•certificazione del sostituto che attesti il versamento alla gestione separata INPS e all’INAIL per le quote a carico del lavoratore.
Contributi agricoli unificati versati all’INPS gestione ex SCAU:
•ricevuta del versamento.
Contributi previdenziali volontari e contributo INAIL pagato alle casalinghe:
•ricevute relative ai versamenti dei contributi volontari effettuati nel 2009.

RIGO E23
- Assegno periodico corrisposto al coniuge con esclusione della quota di mantenimento -

In questa categoria rientrano gli assegni periodici corrisposti al coniuge, anche se residente all’estero, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento, annullamento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nella misura in cui risultino da provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Ai fini del riconoscimento della deduzione i contribuenti devono indicare, nel punto 1 del rigo E22 del modello 730, il codice fiscale del soggetto beneficiario, ovvero del coniuge al quale sono stati corrisposti gli assegni periodici.
L'assegno di mantenimento, ai sensi della lettera c), del comma 1, dell'art. 10 del TUIR, e' deducibile solo per la parte spettante al coniuge. Tale quota, se non e' diversamente esplicitato, si presume essere pari al 50 per cento dell'importo totale.
Si fa presente che la somma corrisposta al coniuge è ammessa in deduzione solo nella misura determinata dal provvedimento dell’autorità giudiziaria.
L'assegno alimentare, ai sensi della successiva lettera d), e', invece, deducibile per il suo intero importo (andrà indicato al rigo E27 codice 5).
(C.M. 12/05/2000 n. 95)
Documenti da esibire
Assegno periodico per il coniuge separato o divorziato:
•sentenza di separazione o di divorzio;
•bonifici ovvero ricevute rilasciate dal soggetto che ha percepito la somma.

RIGO E24
- Contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari -

Sono deducibili i contributi previdenziali ed assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane) fino all’importo massimo di euro 1.549,37. Gli importi versati sono rilevabili dai bollettini di pagamento effettuati dal contribuente intestati all’INPS ed eseguiti con conto corrente postale.
La deducibilità e' consentita in relazione alla quota dei contributi obbligatori a carico del datore di lavoro privato che, in assenza di una disposizione normativa specifica, non potevano essere dedotti in quanto non riferiti a lavoratori assunti nell'ambito di un'attività d'impresa o nell'esercizio di un'arte o professione. La disposizione in esame consentirà ai datori di lavoro di portare in deduzione i contributi pagati per i domestici e per gli addetti ai servizi personali o familiari (es. baby-sitter e assistenza delle persone anziane).
Il contribuente sarà tenuto a conservare per tutto il tempo in cui e' possibile effettuare l'accertamento, ai sensi dell'articolo 43, del DPR 600 del 1973, la documentazione comprovante i versamenti effettuati, e ad esibirla agli uffici dell'Amministrazione Finanziaria in caso di richiesta. L'importo massimo che il datore di lavoro potrà dedurre dal proprio reddito complessivo e' di 1.549.37 euro annue; tale tetto massimo e' stato introdotto al fine di evitare che la nuova disposizione arrechi un maggior vantaggio a soggetti particolarmente agiati.
La norma risponde ad una duplice esigenza: da un lato alleviare il carico economico che il contribuente sopporta allorquando ricorre all'ausilio di personale per la gestione delle attività familiari (come ad es. i servizi domestici, la cura dei bambini o l'assistenza alle persone anziane) e dall'altro far emergere, come effetto indiretto, il lavoro nero e favorire la regolarizzazione di tali posizioni lavorative.
Inoltre sono deducibili le somme effettivamente versate applicando il principio di cassa senza tener conto dei trimestri di competenza. Esempio: I contributi relativi al IV trimestre 2009 e pagati a partire dal mese di gennaio 2010 potranno essere dedotti nel 730/2011. Analogamente saranno deducibili nel 730/2010 i contributi relativi al IV trimestre 2008 pagati nel mese di gennaio 2009.
Ai fini della deduzione spettante non è deducibile l’intero importo pagato a mezzo bollettini di c/c ma solo la quota rimasta a carico del datore di lavoro dichiarante. (Circolare 16/11/2000 n. 207)
Per effettuare il calcolo corretto è necessario utilizzare le seguenti tabelle:

Contributi lavoratori domestici da gennaio a dicembre 2008 con quota assegni familiari


Contributo orario

Quota lavoratore

Fino a € 6.83

€ 1,29

€ 0,31

Oltre € 6.83 fino € 8.34

€ 1,46

€ 0,35

Oltre € 8.34

€ 1,78

€ 0,43

Sup. alle 24 ore settimanali

€ 0,94

€ 0,22

 

Contributi lavoratori domestici da gennaio a dicembre 2009 con quota assegni familiari


Contributo orario

Quota lavoratore

Fino a € 6.95

€ 1,33

€ 0,32

Oltre € 6.95 fino € 8.48

€ 1,50

€ 0,36

Oltre € 8.48

€ 1,83

€ 0,44

Sup. alle 24 ore settimanali

€ 0,97

€ 0,23

 

RIGO E25
- Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose -

Sono deducibili dal reddito complessivo le erogazioni effettuate esclusivamente a favore di Istituzioni religiose fino a un importo massimo di 1.032,91 euro, per ciascuna erogazione, purché eseguite nei confronti delle seguenti istituzioni:
- le erogazioni liberali in denaro versate a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana;
- le erogazioni liberali in denaro versate a favore dell’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7º giorno destinate al sostentamento dei ministri di culto e dei missionari e a specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione;
- le erogazioni liberali in denaro versate a favore dell’Ente morale Assemblee di Dio in Italia per il sostentamento dei ministri di culto delle Assemblee di Dio in Italia e per esigenze di culto, di cura delle anime e di amministrazione ecclesiastica;
- le erogazioni liberali in denaro a favore della Chiesa valdese, Unione delle chiese metodiste e valdesi, per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini delle Chiese e degli enti facenti parte dell’ordinamento valdese;
- le erogazioni liberali in denaro a favore dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini della Chiesa e degli enti facenti parte dell’Unione;
- le erogazioni liberali in denaro a favore della Chiesa evangelica luterana in Italia e delle comunità a essa collegate per fini di culto e di evangelizzazione;
- le erogazioni liberali a favore dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, nonché i contributi annuali versati alle Comunità ebraiche.
Documenti da esibire
•ricevute di versamento in conto corrente postale intestate all’istituzione religiosa;
•quietanze liberatorie;
•ricevute dei bonifici bancari.

RIGO E26
- Spese mediche e di assistenza dei portatori di handicap -

Le spese mediche generiche (prestazioni rese da un medico generico, acquisto di medicinali) e di assistenza specifica sostenute dai disabili sono interamente deducibili dal reddito complessivo.
Si considerano di “assistenza specifica” le spese relative all’assistenza infermieristica e riabilitativa, quelle sostenute dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, sempreché esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona, le spese per le prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, dal personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.
Tali spese, inoltre, sono deducibili dal reddito complessivo anche se sono sostenute dai familiari dei disabili che non risultano fiscalmente a carico.
Le spese sanitarie specialistiche (analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche) invece danno diritto alla detrazione del 19% sulla parte che eccede 129,11 euro e vanno pertanto indicate nel rigo E1.
In caso di ricovero di un portatore di handicap in un istituto di assistenza e ricovero non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica. A tal fine è necessario che le spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza.
Ai fini della deduzione sono considerati disabili, oltre alle persone che hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n.104 del 1992, anche coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, eccetera.
Anche i grandi invalidi di guerra di cui all’articolo 14 del T.U. n.915 del 1978, e le persone ad essi equiparate, sono considerati portatori di handicap e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari da parte della Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n.104 del 1992. In tal caso è sufficiente la documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti al momento della concessione dei benefici pensionistici.
Con riferimento alle spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali la deduzione spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità di prodotti acquistati nonché il codice fiscale del destinatario.
Documenti da esibire
•fattura o ricevuta fiscale rilasciata dal soggetto che ha erogato la prestazione attestante che si tratta di assistenza medica o paramedica;
•fattura rilasciata dalla casa di assistenza e ricovero in cui è chiaramente distinta, dalla retta complessiva, la quota relativa all’assistenza;
•certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap, ovvero autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge che attesti la sussistenza dell’handicap;
•autocertificazione per le spese sostenute per uno dei familiari indicati all’art. 433 C.C.

RIGO E27 CODICE 1
- Contributi ai fondi integrativi al Servizio sanitario nazionale-

La deduzione spetta per un importo non superiore a euro 3.615,20, anche se sostenuta nell’interesse dei familiari a carico per la sola parte da questi ultimi non dedotta, per prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della salute.
In tale limite devono essere compresi anche i contributi versati a Enti e Casse avente fine assistenziale.
Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’art. 51 comma 2 lettera a) del TUIR.
Possono ritenersi fondi integrativi del SSN solo quelli istituiti o adeguati a norma dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del ministro della Salute del 31.03.08.
(Circolare 19.06.2002, n. 54/E punto 7)
Documenti da esibire
•Ricevute di versamento su conti correnti postali, ricevute dei bonifici o quietanze rilasciate dallo stesso ente per versamenti effettuati in contanti o in assegni. Inoltre verificare che il contribuente non usufruisca delle detrazioni ai righi E19-20-21 cod.20.

RIGO E27 CODICE 2
- Contributi, donazioni e oblazioni erogate alle ONG che operano con Paesi in via di sviluppo-

Sono deducibili tali importi nella misura massima del 2 per cento del reddito complessivo.
Poiché alcuni soggetti, che sono ONLUS o società di mutuo soccorso, compaiono anche nell’elenco delle Organizzazioni non governative riconosciute idonee alla cooperazione con i paesi in via di sviluppo, risulta evidente che eventuali contributi versati a loro favore possono essere indicati in alternativa o nel rigo E27 codice 3 in presenza del quale il CAF dedurrà tali importi nella misura massima del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro, o nei righi E19-E20-E21, codice 20.
Documenti da esibire
Contributi per i paesi in via di sviluppo:
•Ricevute di versamento su conti correnti postali, ricevute dei bonifici o quietanze rilasciate dallo stesso ente per versamenti effettuati in contanti o in assegni. Inoltre verificare che il contribuente non usufruisca delle detrazioni ai righi E19-20-21 cod.20.

RIGO E27 CODICE 3
- Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di organizzazioni non lucrative di associazioni di promozione sociale e associazioni riconosciute -

Queste liberalità possono essere dedotte, se erogate a favore di:
•organizzazioni non lucrative di utilità sociale (di cui all’articolo 10, commi 1, 8 e 9 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460);
•associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000, n. 383;
•fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico (di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42).
Le erogazioni in favore di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica possono essere dedotte se effettuate dopo l’entrata in vigore del DPCM che individua dette fondazioni e associazioni.
Il soggetto che presta l’assistenza fiscale dedurrà tali importi nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato e, comunque nella misura massima di 70.000 euro.
Documenti da esibire
Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di ONLUS, associazioni di promozione sociale e alcune associazioni o fondazioni riconosciute:
•versamento bancario o postale nonché sistemi di pagamento quali Bancomat, carte di credito, assegni bancari e circolari, il contribuente deve esibire la ricevuta del versamento rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la modalità di versamento utilizzata.

RIGO E27 CODICE 4
- Erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di pubblica ricerca e degli enti parco regionali e nazionali -

Sono deducibili senza alcun limite le liberalità erogate in favore di:
•università, fondazioni universitarie (di cui all’articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n.388);
•istituzioni universitarie pubbliche;
•enti di ricerca pubblici, ovvero enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ivi compresi l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro;
•enti parco regionali e nazionali.
La deduzione di cui al punto 3 del rigo E27 non può cumularsi con altre agevolazioni fiscali, come la detrazione d’imposta del 19 per cento per liberalità alle Onlus e associazioni di promozione sociale, da riportare con i codici 20 e 23 nei righi da E19 a E21.
Documenti da esibire
Erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica:
•versamento bancario o postale nonché sistemi di pagamento quali Bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Il contribuente deve esibire la ricevuta del versamento rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la modalità di versamento utilizzata.

RIGO E27 CODICE 5
- Altri oneri deducibili diversi da quelli contraddistinti da precedenti codici -

In particolare rientrano in questa categoria:
•rendite, vitalizi ed assegni alimentari;
•canoni, livelli e censi gravanti sui redditi degli immobili;
•indennità corrisposte per la perdita dell’avviamento;
•somme restituite al soggetto erogatore se hanno concorso a formare il reddito in anni precedenti;
•somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e che, invece, sono state assoggettate a tassazione;
•50 per cento delle imposte arretrate;
•50 per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi di minori stranieri;
•erogazioni liberali per oneri difensivi dei soggetti che fruiscono del gratuito patrocinio previsto dalla L. 30 luglio 1990, n. 217, come modificata dalla L. 9 marzo 2001, n. 134.
Oltre a questi oneri rientrano in questa categoria anche i contributi di assistenza sanitaria versati a enti/casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per un importo non superiore complessivamente a 3.615,20 euro (somma dei versamenti del lavoratore e del datore di lavoro ).
Per i lavoratori dipendenti, la quota versata dal lavoratore e dal datore è già dedotta dal reddito indicato nella casella 1 del CUD.
E’ stata prevista la deducibilità dei contributi versati dai pensionati a casse di assistenza sanitaria istituite da appositi accordi collettivi, che prevedono la possibilità per gli ex lavoratori, che a tali casse hanno aderito durante il rapporto di lavoro, di rimanervi iscritti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, continuando a corrispondere in proprio il contributo previsto senza alcun onere a carico del datore di lavoro.
Resta, invece, confermata la indeducibilità della quota dei contributi versati da parte degli ex lavoratori qualora il meccanismo di funzionamento del fondo preveda in favore del pensionato un versamento contributivo anche da parte dell’ex datore di lavoro e non sia possibile rivenire un collegamento diretto tra il versamento stesso e la posizione di ogni singolo pensionato.
(Risoluzione 11.07.2008, n. 293) (Risoluzione 28.05.2004, n. 78)

RIGO E28
- Previdenza complementare contributi a deducibilità ordinaria -

Art. 10 comma 1, lettera e-bis del TUIR sono indicati ai fini della loro deduzione dal reddito complessivo, i contributi versati alle forme pensionistiche complementari su base contrattuale collettiva ed i contributi e premi versati alle forme pensionistiche individuali.
Sono deducibili dal reddito complessivo per un importo non superiore a 5.164,57 euro.
Ai fini del computo del predetto limite, si deve tener conto non solo di tutti i versamenti che affluiscono alle forme pensionistiche, collettive e individuali, ma anche delle quote accantonate dal datore di lavoro ai fondi previdenza di cui all’articolo 105 comma 1 del TUIR.
Il contribuente deve altresì attestare a quale forma pensionistica risulta iscritto; nel caso in cui il contribuente abbia aderito a più di un fondo pensione versando contributi per i quali è applicabile un diverso limite di deducibilità, deve compilare più di un rigo; tale ipotesi, in presenza di CUD 2010 conguagliato, è evidenziata dall’indicazione della lettera “A” nel punto 8 della Sezione “Dati generali” del CUD 2010 e le informazioni relative ai singoli importi sono rilevabili dalle annotazioni al CUD 2010.
I controlli da effettuarsi sul rigo E28, ai fini dell’apposizione del visto di conformità, sono i seguenti:
• se nella casella 8 (Previdenza complementare) della sezione “Dati generali” del CUD 2010 è riportato il codice 1, verificare che gli importi inseriti nella colonna 1 e 2 corrispondano a quello indicato al punto 52 e 53 del CUD 2010 o 45 e 46 del CUD 2009 diminuiti dell’eventuale valore al punto 56 del CUD 2010 e/o 48 del CUD 2009 (previdenza complementare per familiari a carico) desumibile dalle annotazioni del CUD;
• se nella casella 8 è riportato il codice A è necessario fare riferimento alle annotazioni del CUD 2010 o CUD 2009.
Documenti da esibire
Contributi per forme pensionistiche complementari ed individuali:
•modello CUD;
•certificazione rilasciata dal fondo da cui si possa dedurre che siamo in presenza di premi versati alle forme pensionistiche individuali.

RIGO E29
- Contributi versati da lavoratori di prima occupazione -

A quei soggetti che dalla data del 1° gennaio 2007 in poi non erano titolari di una posizione contributiva aperta presso un qualsiasi ente di previdenza obbligatoria è consentita, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, la deduzione di contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 euro annui.
Pertanto l’importo massimo annuale complessivamente deducibile è di 7.746,86 euro ricorrendo le condizioni per l’incremento.
I controlli da effettuarsi sul rigo E29, ai fini dell’apposizione del visto di conformità, sono i seguenti:
• se nella casella 8 (Previdenza complementare) della sezione “Dati generali” del CUD 2010 o 2009 è riportato il codice 3, verificare che gli importi inseriti nelle colonne 1 e 2 corrispondano a quello indicato ai punti 52 e 53 del CUD 2010 e/o ai punti 45 e 46 del CUD 2009.
• se nella casella 8 è riportato il codice A si deve far riferimento a quanto indicato nelle annotazioni al CUD 2010 e/o CUD 2009
Documenti da esibire
•modello CUD;
•certificazione rilasciata dal fondo da cui si possa dedurre che siamo in presenza di premi versati alle forme pensionistiche individuali.

RIGO E30
- Contributi versati a fondi in squilibrio finanziario -

Sono indicati i contributi versati da quei soggetti iscritti alle forme pensionistiche per le quali è stato accertato lo squilibrio finanziario e approvato il piano di riequilibrio da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Questi soggetti possono dedurre interamente le somme versate.
I controlli da effettuarsi ai fini dell’approvazione del visto di conformità sono i seguenti:
• se nella casella 8 (Previdenza complementare) della sezione “Dati generali” del CUD 2010 o 2009 è riportato il codice 2, verificare che gli importi inseriti nelle colonne 1 e 2 corrispondano a quello indicato ai punti 52 e 53 del CUD 2010 o dei punti 45 e 46 del CUD 2009;
• se nella casella 8 è riportato il codice A è necessario fare riferimento alle annotazioni del CUD 2010 o 2009.
Documenti da esibire
•modello CUD;
•certificazione rilasciata dal fondo da cui si possa dedurre che siamo in presenza di premi versati alle forme pensionistiche individuali.

RIGO E31
- Contributi versati per familiari a carico -

Sono indicati i contributi versati per i familiari fiscalmente a carico come indicati nell’art.12 del TUIR per la quota da questi non dedotta.
La deduzione spetta, infatti, prima di tutto alla persona a carico, entro il limite assoluto di 5.164,57 euro, fino a capienza del reddito complessivo.
Se il reddito complessivo di tale soggetto non è capiente per consentire l’intera deduzione delle somme versate, l’eccedenza può essere dedotta dal reddito complessivo del soggetto cui questi è a carico. Naturalmente, quest’ultimo potrà dedurre dette somme eccedenti, oltre quelle versate per la propria previdenza, sempre nel rispetto del limite di 5.164,57 euro.
Per quanto riguarda la comunicazione dei contributi non dedotti, l’informazione al fondo deve essere resa con riferimento al titolare della posizione previdenziale, precisando che l’ammontare complessivo delle somme non dedotte dall’iscritto non è stato dedotto dal soggetto di cui questo è a carico.
Se la persona a favore della quale sono state versate le predette somme è a carico di più soggetti, si applicano le regole generali previste per gli oneri sostenuti nell’interesse delle persone fiscalmente a carico.
Ad esempio l’onere per i contributi versati per un figlio va ripartito tra i genitori in parti uguali o nella proporzione in cui è stato effettivamente sostenuto. Se invece uno dei coniugi è fiscalmente a carico dell’altro , quest’ultimo può dedurre l’intero importo dell’onere.
I controlli da effettuarsi sul rigo E31, ai fini dell’apposizione del visto di conformità, sono i seguenti:
• verificare che sia compilato il punto 56 del CUD 2010 o il punto 48 del CUD 2009 e che gli importi inseriti nelle colonne 1 e 2 corrispondano a quanto indicato nelle annotazioni del CUD.
Documenti da esibire
•modello CUD;
•certificazione rilasciata dal fondo da cui si possa dedurre che siamo in presenza di premi versati alle forme pensionistiche individuali.

RIGO E32
- Fondo pensione negoziale dipendenti pubblici -

Tali fondi corrispondono ai contributi versati dai dipendenti pubblici che hanno aderito alle forme pensionistiche di natura negoziale di cui siano destinatari. Per tali soggetti l’importo deducibile non può essere superiore al 12% del reddito complessivo e comunque a 5.164,57 euro.
Inoltre, con riferimento ai soli redditi di lavoro dipendente, la deduzione non può essere superiore al doppio della quota TFR destinata ai fondi pensione.
I controlli da effettuarsi ai fini dell’apposizione del visto di conformità sono i seguenti:
• se nella casella 8 (Previdenza complementare) della sezione “Dati generali” del CUD 2010 è riportato il codice 4, verificare che gli importi inseriti nelle colonne 1 e 3 corrispondano a quelli indicati ai punti 52 e 53 o ai punti 45 e 46 del CUD 2009 e che l’importo inserito nella colonna 2 corrisponda a quanto indicato nelle annotazioni del CUD;
• se nella casella 8 è riportato il codice A è necessario fare riferimento alle annotazioni al CUD 2010 e/o CUD 2009.
Documenti da esibire
•modello CUD;
•certificazione rilasciata dal fondo da cui si possa dedurre che siamo in presenza di premi versati alle forme pensionistiche individuali.


 

RIGO E33
- Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio per le quali spetta la detrazione del 41% o 36% -

Le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio per le quali è possibile fruire della detrazione sono:
•le spese relative agli interventi di manutenzione straordinaria sulle singole unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze. Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico - sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Ne sono esempi:
-l’installazione di ascensori e scale di sicurezza
-la realizzazione e il miglioramento di servizi igienici
-la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
-la sostituzione di tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare
-il rifacimento di scale e rampe
-gli interventi finalizzati al risparmio energetico
-la recinzione dell’area privata
-il ripristino e la sostituzione del tetto
-la costruzione di scale interne
•le spese relative agli interventi di manutenzione ordinaria, ma solo quelle che riguardano le parti comuni di edifici residenziali, la cui detrazione spetterà ad ogni condomino in base alla quota millesimale. Gli stessi interventi, eseguiti sulle singole proprietà private (appartamenti, villette) o sulle loro pertinenze (garage, cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione. Ne sono esempi:
-le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici
-le opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti
-la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti
-la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni
-il rifacimento di intonaci interni
-l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze
-la verniciatura delle porte dei garage
Se questi interventi fanno parte di un intervento più vasto come la demolizione di tramezzature, la realizzazione di nuove mura divisorie e lo spostamento dei servizi, l’insieme delle opere è comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.
•le spese di restauro e risanamento conservativo. Sono compresi in questa tipologia gli interventi rivolti a conservare l’immobile e ad assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili. Ne sono esempi:
-gli interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
-l’adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
-l’apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali
altre spese di ristrutturazione. Ne sono esempi:
-la demolizione e la fedele ricostruzione dell’immobile
-la modifica della facciata
-la realizzazione di una mansarda o di un balcone
-la trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
-l’apertura di nuove porte e finestre
-la costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti
-realizzazione di autorimesse o posti auto
-eliminazione delle barriere architettoniche, sia sulle parti comuni degli immobili che nei singoli appartamenti
-al conseguimento di risparmi energetici
-alla cablatura degli edifici
-al contenimento dell’inquinamento acustico
-all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici
-all’esecuzione di opere interne
Altre spese detraibili
Tra le spese per le quali compete la detrazione, oltre a quelle per l’esecuzione dei lavori, sono comprese:
• le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
• le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
• le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi della legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme UNI-CIG per gli impianti a metano (legge 1083/71);
• le spese per l’acquisto dei materiali;
• il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
• le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
• l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
• gli oneri di urbanizzazione;
• gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).
Non possono invece ritenersi compresi tra le spese oggetto della detrazione gli interessi passivi corrisposti a fronte di mutui eventualmente stipulati per sostenere le spese dei lavori di recupero nonché le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.
Condizioni e limiti
La detrazione d’imposta è pari:
•al 36 per cento per le spese sostenute dal 2000 al 2005 e per le spese sostenute nel 2006 relative a fatture emesse dal 1° ottobre 2006 e a quelle emesse in data antecedente al 1° gennaio 2006 e per le spese sostenute dal 2007 al 2009.
•al 41 per cento per le spese sostenute negli anni 1999 e per le spese sostenute nel 2006 relative a fatture emesse dal 1° gennaio al 30 settembre 2006.
La spesa su cui applicare la percentuale non può superare il limite di:
•euro 77.468,53 per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2002;
•euro 48.000,00 per le spese sostenute dal 2003 al 2007.
Si fa presente che per le spese sostenute dal 1° ottobre 2006 il limite di spesa su cui applicare la percentuale va riferita solo alla singola unità immobiliare dove sono effettuati gli interventi di recupero edilizio e quindi in caso di più soggetti aventi diritto alla detrazione il limite di spesa di 48.000 va ripartito tra gli stessi.
Nel caso in cui gli interventi consistano nella prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti, sulla singola unità immobiliare, ai fini della determinazione del limite massimo delle spese detraibili occorre tenere conto delle spese sostenute negli anni pregressi. Pertanto, per le spese sostenute nel corso del 2008 per lavori iniziati in anni precedenti, si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione, non ha superato il limite complessivo di euro 48.000.
La detrazione può essere ripartita in 10 rate di pari importo.
A partire dall’anno 2003 i contribuenti di età non inferiore a 75 anni, titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto dell’intervento edilizio (ad esclusione quindi di inquilini e comodatari), possono optare per una diversa ripartizione della spesa. In particolare:
-coloro che alla data del 31 dicembre 2009 hanno compiuto 75 anni, possono optare anche per la ripartizione in 5 rate annuali di pari importo;
-coloro che alla data del 31 dicembre 2009 hanno compiuto 80 anni, possono optare anche per la ripartizione in 3 o in 5 rate annuali di pari importo.
Tale modalità può essere utilizzata anche per le spese sostenute in anni precedenti.
Alcuni esempi pratici per il calcolo del limite:
Es.1: Spese di ristrutturazione sostenute nel 2008 euro 30.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2009, in prosecuzione del medesimo intervento euro 10.000,00.
L’importo da indicare in colonna 9 è di euro 10.000,00.
Es.2: Spese di ristrutturazione sostenute nel 2007 euro 30.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2008, in prosecuzione del medesimo intervento euro 10.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2009, in prosecuzione del medesimo intervento euro 20.000,00.
In questo caso, essendo stato superato il limite massimo di euro 48.000,00, l’importo da indicare a colonna 9 è di euro 8.000,00, dato dalla seguente operazione:
48.000,00 (limite massimo) – 40.000,00 (somma complessiva sostenuta negli anni 2007 e 2008).
Es.3: Spese di ristrutturazione sostenute nel 2008 euro 30.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2009, in prosecuzione del medesimo intervento euro 20.000,00;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2009, per un diverso ed autonomo intervento relativo allo stesso immobile euro 40.000,00.
In questo caso l’importo da indicare a colonna 9 è di euro 48.000,00. Infatti, occorre determinare l’importo massimo su cui calcolare la detrazione per la continuazione dei lavori in analogia all’esempio precedente:
48.000,00 (limite massimo) – 30.000,00 (somma complessiva sostenuta nel 2008) = 18.000,00.
Poiché anche il nuovo intervento di ristrutturazione iniziato nel 2009 è stato effettuato sullo stesso immobile, la relativa spesa pari ad euro 40.000,00 deve essere sommata all’importo di euro 18.000,00. Tenuto conto che l’importo risultante da tale sommatoria (euro 58.000,00) supera il limite massimo annuo (euro 48.000,00) di spesa per immobile ammesso a fruire della detrazione,
l’importo su cui calcolare la detrazione sarà comunque pari ad euro 48.000,00.
Documenti da esibire:
•deve essere effettuato, se previsto, l’invio della comunicazione, prima dell’inizio dei lavori (la data a cui fare riferimento è quella riportata nella comunicazione stessa), al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara. Il contribuente non decade dal diritto se la comunicazione è stata inviata ad un Centro di Servizio “incompetente”, quindi anche in questo caso la ricevuta della raccomandata è da considerarsi valida. Va conservata una copia della ricevuta postale della raccomandata;
•le fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa di realizzazione degli interventi effettuati; per le spese sostenute a partire dal 4 luglio 2006, l’agevolazione spetta a condizione che il costo della relativa mano d’opera sia evidenziato in fattura ( Art. 35 co. 19 e 20 del DL 223/2006 e Circ. 28/E del 4/8/2006). L’inosservanza da parte dell’impresa che esegue i lavori di questo adempimento, comporta la non detraibilità della spesa da parte del contribuente (Circ. 28/E del 4/8/2006);
•il bonifico bancario o postale (per le spese sostenute dopo il 28 marzo 1998) dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma; così come è ugualmente valido il bonifico effettuato “on line” (risoluzione 7.08.2008, n. 353/E);
Nel caso in cui il bonifico risulti incompleto del riferimento normativo, può essere ugualmente ritenuto valido purché il contribuente sia in grado di dimostrare che la spesa si riferisce ad un intervento di ristrutturazione (Circolare 12.05.2000, n. 95, risposta 2.1.3).
Sempre in relazione alla mancanza di alcuni elementi del bonifico per pagamenti a saldo di fatture, l’amministrazione finanziaria ha ulteriormente chiarito che quando l’incompletezza dei dati è colmata dalla coincidenza degli elementi posti alla base dello stesso, non è pregiudicata l’attività di controllo ed il pagamento è ritenuto valido per beneficiare della detrazione. In quel caso vi era coincidenza tra il soggetto ordinante il bonifico ed il soggetto destinatario della fattura, nonché tra la ditta a favore della quale era stato emesso il bonifico e quella che aveva emesso la fattura (Risoluzione 15.07.2008, n. 300/E);
•altra documentazione relativa alle spese il cui pagamento possa non essere eseguito con bonifico bancario (ad es. pagamenti effettuati entro il 28 marzo 1998, oneri di urbanizzazione, ritenute d’acconto operate sui compensi, …);
•la dichiarazione dell’amministrazione condominiale (nel caso di spese sulle parti comuni) che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condominio; per le spese sulle parti comuni sostenute a partire dal 1/1/2006, la dichiarazione dell’Amministratore dovrà contenere anche:
-la data in cui l’Amministratore ha pagato la fattura;
-la conformità della fattura a quanto previsto dal co. 19 del DL 223/2006 per le spese sostenute dopo il 4 luglio (costo della mano d’opera):
•la dichiarazione di esecuzione lavori sottoscritta da un professionista e trasmessa al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in cui sono completati i lavori, il cui importo complessivo è superiore a € 51.645,69.
Soggetti che possono usufruire della detrazione
Sono ammessi a fruirne della detrazione tutti coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato.
Più in particolare possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari degli immobili ma anche tutti coloro che sono titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese, nonché le altre categorie di soggetti indicate di seguito.
Hanno quindi diritto alla detrazione:
-il proprietario o al nudo proprietario;
-il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
-i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile: il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo;
-chi occupa l’immobile a titolo di locazione o comodato;
-i soci di cooperative divise e indivise;
-i soci delle società semplici;
-gli imprenditori individuali, limitatamente agli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.
Non è ammessa direttamente alla fruizione delle detrazione la cooperativa edile formata dai proprietari delle unità immobiliari che hanno provveduto alla sua costituzione per avviare la ristrutturazione dello stabile (Risoluzione 17.11.2008, n. 442/E).
Il soggetto che detiene l’immobile a titolo di comodato o locazione ed il familiare convivente hanno diritto alla detrazione anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario.
Il convivente ed il comodatario hanno diritto alla detrazione purché tale condizione sia già in essere al momento dell’invio della comunicazione al Centro Operativo di Pescara.
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto alla detrazione qualora sia stato immesso nel possesso ed esegua gli interventi a proprio carico. In questo caso è però necessario che:
a) il compromesso sia stato registrato presso l’Ufficio competente;
b) l’acquirente indichi gli estremi della registrazione nell’apposito spazio del modulo di inizio lavori.
Ha diritto alla detrazione del 36% anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, per le sole spese di acquisto dei materiali utilizzati.
(Circolare Agenzia Entrate 12/06/2002, n.50/E)
Presenza di pluralità di aventi diritto
E' necessario che nel bonifico siano riportati i nominativi di tutti i soggetti che hanno partecipato alle spese, e le fatture siano intestate agli stessi nominativi. Tuttavia in presenza di una pluralità di soggetti aventi diritto alla detrazione e dell'indicazione nel bonifico bancario del solo codice fiscale del soggetto che ha trasmesso il modello di comunicazione al Centro di servizio competente, il diritto alla detrazione da parte di altri soggetti non viene meno qualora venga esposto nella dichiarazione dei redditi, nello spazio predisposto nella sezione relativa agli oneri per i quali compete la detrazione del 41 o del 36 %, il codice fiscale già riportato sul bonifico bancario. Nel caso in cui la partecipazione alle spese di più soggetti non coincida con le proprie quote di possesso, e' necessario annotare nel documento comprovante la spesa la percentuale di ripartizione.
Se più di un contribuente, avendo sostenute le spese, intende usufruire della detrazione, il modulo di comunicazione di inizio lavori con la relativa documentazione allegata può essere trasmesso da uno soltanto di essi. In sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, il contribuente che non ha trasmesso il suddetto modulo deve indicare il codice fiscale del soggetto che ha adempiuto l’obbligo anche per suo conto;
In presenza di una pluralità di soggetti aventi diritto alla detrazione e dell’indicazione sul bonifico bancario del solo codice fiscale del soggetto che ha trasmesso la comunicazione, il diritto alla detrazione da parte degli altri soggetti non si perde qualora venga esposto nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale già riportato sul bonifico bancario.
In caso di non coincidenza tra intestazione della fattura e ordinanti del bonifico, la detrazione è consentita se nel bonifico risulta (anche o solo) il nominativo di chi ha inviato la comunicazione.
Nel caso in cui le fatture e i bonifici bancari risultino intestati ad entrambi i coniugi, e uno dei due è a carico fiscale dell’altro, la detrazione può essere fruita per intero dal coniuge che ha a carico l’altro.
(Circolari Agenzia Entrate n. 122/E del 1/6/1999 e n. 55/E del 14/06/2001) (Circolare 20.04.2005, n.15/), (Decreto dirigenziale 6 marzo 1998)

Detrazione da parte degli eredi
In caso di morte del contribuente titolare di diritti sull’immobile oggetto dell’intervento di recupero, il diritto a godere delle quote residue si trasmette agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile a prescindere dalla circostanza che abbia adibito l’immobile a propria abitazione principale. Si prospettano diversi casi:
-se l’immobile è locato non spetta la detrazione in quanto l’erede non ne può disporre a proprio piacimento;
-nel caso di più eredi e l’immobile sia a disposizione ogni erede avrà diritto pro quota alla detrazione;
-nel caso di più eredi, qualora uno solo abiti l’immobile, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo;
-nel caso in cui il coniuge superstite rinuncia all’eredità e mantiene il solo diritto di abitazione, venendo meno la condizione di erede, non può fruire delle residue quote di detrazione. In presenza di altri eredi neppure questi potranno beneficiare delle quote residue in quanto non avranno la detenzione materiale del bene.
Documenti da esibire:
•autocertificazione dalla quale risulti la disponibilità del bene;
•autocertificazione con la quale si attesta la condizione di erede;
•dichiarazione dei redditi del deceduto;
•copia della raccomandata con la quale è stata trasmessa al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara la comunicazione di inizio la lavori e verifica che la stessa sia stata inviata prima della data di inizio lavori riportata nella comunicazione stessa;
•copia delle fatture a sostegno delle spese intestate al precedente proprietario;
•copia dei bonifici bancari o postali da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma;
•documentazione relativa alle spese il cui pagamento possa non essere eseguito con bonifico bancario (ad es. imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denuncie di inizio lavori, …);

•dichiarazione dell’amministratore condominiale (nel caso di spese sulle parti comuni) che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condominio;
•dichiarazione del professionista inviata al Centro Operativo di Pescara, ovvero al Centro di Servizio competente, se l’importo dell’intervento di restauro è superiore a € 51.645,68.

Vendita - donazione dell’immobile
Nel caso in cui viene venduto l’immobile sul quale è stato eseguito l’intervento di recupero edilizio prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate viene trasferito all’acquirente dell’immobile (solo se si tratta, però, di persona fisica). Se la vendita, però, è solo di una quota dell’immobile e non del 100% l’utilizzo delle rate residue rimane in capo al venditore.
Se il contribuente che ha eseguito l’intervento (donante) effettua la donazione dell’immobile ad altro soggetto (donatario), il diritto a godere della detrazione per le quote residue spetta a quest’ultimo.
Documenti da esibire:
•atto di acquisto o donazione
•stralcio della dichiarazione dei redditi del venditore o del donante o certificazione equivalente
•copia della raccomandata con la quale è stata trasmessa al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara la comunicazione di inizio lavori e verifica che la stessa sia stata inviata prima della data di inizio lavori riportata nella comunicazione stessa
•copia delle fatture a sostegno delle spese intestate al precedente proprietario
•copia dei bonifici bancari o postali da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma
•documentazione relativa alle spese il cui pagamento possa non essere eseguito con bonifico bancario (ad es. imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denuncie di inizio lavori, …)
•dichiarazione dell’amministratore condominiale (nel caso di spese sulle parti comuni) che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condominio
•dichiarazione del professionista inviata al Centro Operativo di Pescara, ovvero al Centro di Servizio competente, se l’importo dell’intervento di restauro è superiore a € 51.645,68.
Trasferimento dell’inquilino o del comodatario
Quando l’intervento di recupero edilizio è stato eseguito dal soggetto conduttore dell’immobile ad altro titolo, come nei casi di locazione o comodato, la cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venire meno il diritto alla detrazione in capo all’inquilino o al comodatario che hanno eseguito gli interventi oggetto della detrazione, i quali continueranno quindi a fruirne fino alla conclusione del periodo di godimento prescelto.
Acquisto di immobili ristrutturati
La detrazione è prevista anche nel caso in cui la ristrutturazione dell’intero edificio sia stata effettuata dall’impresa di costruzione o ristrutturazione o dalla cooperativa edilizia che provvede successivamente alla alienazione o assegnazione delle unità immobiliari.
A tal fine si precisa che:
- l’acquirente o assegnatario dell’immobile può fruire di una detrazione del 36% da calcolare su un ammontare forfetario pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione;
- il prezzo su cui calcolare la detrazione (36% sul 25% del prezzo indicato in atto) comprende anche l’IVA, trattandosi di un onere addebitato all’acquirente unitamente al corrispettivo di vendita dell’immobile (Circolare 10.6.2004, n. 24/E, risposta 1.6);
- l’agevolazione è relativa all’acquisto dell’immobile residenziale, e non alla pertinenza, tuttavia nel caso di atto unico di acquisto di appartamento e pertinenza si potrà beneficiare della detrazione sul costo complessivo entro il limite unico di euro 48.000 (Circolare 10.6.2004, n. 24/E, risposta 1.3);

- nel caso in cui con il medesimo atto vengono acquistate due unità immobiliari di tipo residenziale, il limite massimo di spesa va riferito ad ogni singolo immobile (Circolare 10.6.2004, n. 24/E, risposta 1.3);
Dal 1° ottobre 2006 (data rogito), il limite di spesa di 48mila euro su cui applicare la detrazione va rapportato alla singola unità immobiliare, quindi l’importo deve essere ripartito fra soggetti che ne hanno diritto. È possibile beneficiare della detrazione anche con riferimento agli importi versati in acconto a condizione che venga stipulato un preliminare di vendita dell’immobile e che ne sia effettuata la registrazione presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente. Se gli acconti sono pagati in un anno diverso da quello in cui viene stipulato il rogito, il contribuente ha la possibilità di far valere la detrazione degli importi versati in acconto o per il periodo di imposta in cui sono stati pagati o per il periodo di imposta in cui ha stipulato il rogito (Circolare 10.6.2004, n. 24/E, risposta 1.7).
Ci sono dei limiti temporali, rientrando nei quali potrà essere concessa la detrazione, previsti dalla norma:
-interventi di ristrutturazione ultimati entro il 31 dicembre 2002, se l’acquisto è avvenuto entro il 30/06/2003;
-interventi di ristrutturazione ultimati successivamente al 31/12/2002, ma non oltre il 31/12/2005, se l’acquisto è avvenuto nel 2003,2004 o 2005;
-interventi di ristrutturazione ultimati entro il 31/12/2005, con stipula di un preliminare di vendita registrato presso l’Ufficio Entrate, e successiva stipula entro il 30 giugno 2006, del rogito di acquisto:
-interventi di ristrutturazione ultimati entro il 31/12/2006, con stipula di un preliminare di vendita registrato presso l’Ufficio Entrate, e successiva stipula entro il 30 giugno 2007, del rogito di acquisto.
La detrazione deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Tuttavia, i contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni possono ripartire la detrazione rispettivamente in 5 e 3 quote di pari importo. Tale modalità di ripartizione può essere utilizzata anche per le spese sostenute in anni precedenti.
La legge n. 24 dicembre 2007, n. 244, c.d. finanziaria 2008 ha reintrodotto la detrazione del 36% per chi acquista unità immobiliari che fanno parte di edifici interamente ristrutturati. L’agevolazione, introdotta con l’articolo 9, comma 2, della legge 448/2001 è stata prorogata di anno in anno fino al 31 dicembre 2006 per le abitazioni ristrutturate entro il 31 dicembre di ciascun anno ed alienate entro il 30 giugno di quello successivo. La disposizione non era stata più confermata dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, c.d. finanziaria del 2007, pertanto quella prevista dall’ultima finanziaria, benché impropriamente definita proroga, non è in effetti da considerarsi tale. Ciò risulta evidente dal dettato della nuova legge che fa decorrere l’agevolazione per gli edifici nei quali gli interventi di ristrutturazione iniziano a partire dal 1° gennaio 2008 e si concludono entro il 31 dicembre del 2010. Le abitazioni che ne fanno parte devono essere vendute o assegnate entro il 30 giugno del 2011. Pertanto non vi è continuità tra la vecchia normativa e la nuova. Ciò comporta, ad esempio, che gli acquirenti di case, che fanno parte di fabbricati in cui i lavori di recupero edilizio sono iniziati prima del 1° gennaio 2008, non potranno usufruire di queste detrazioni. Si rammenta, tuttavia, che gli interventi sopra indicati continuano ad essere agevolati per gli acquisti effettuati (vale la data dell’atto) entro il 30 giugno 2007 di abitazioni facenti parte di caseggiati interamente ristrutturati entro il 31 dicembre del 2006, come disposto dall’articolo 1, comma 121 della legge n. 266/2005 (c.d. finanziaria 2006).
Da ultimo, in ordine alla cessione dell’unità immobiliare “agevolata” si segnala la Risoluzione 1.12.2008, n. 457/E, riguardante l’acquisto di un immobile ad uso abitazione e due garage, da parte di una coppia di contribuenti nel corso del periodo di imposta 2006. La cessione era stata effettuata da un privato che a sua volta aveva provveduto all’acquisto dei beni immobili (facenti parte di un complesso residenziale composto da 30 unità abitative) da una impresa di costruzioni che aveva ultimato la ristrutturazione entro il 31/12/2004. Ancorché il cedente, avente diritto all’agevolazione, non avesse fruito della stessa nei periodi di imposta 2004 (anno di acquisto e corresponsione del prezzo) e 2005, l’amministrazione finanziaria, con decorrenza 2006, conferma che i nuovi acquirenti sono egualmente ammessi al beneficio fiscale.
Documenti da esibire:
•atto di acquisto, assegnazione o preliminare di vendita registrato, dal quale risulti il rispetto dei termini sopra indicati;
•nel caso in cui gli atti sopra descritti non contengano le indicazioni riferite ai termini di ultimazione della ristrutturazione deve essere esibita da parte del contribuente una dichiarazione rilasciata dall’impresa di costruzione o dalla cooperativa edilizia che attesti le condizioni sopracitate.
Acquisto parcheggi pertinenziali
Il requisito necessario per usufruire della detrazione, sia per acquisto che per costruzione di nuovi posti auto e autorimesse anche di proprietà comune, è che gli stessi siano pertinenziali ad una unità immobiliare ad uso abitativo.
Documenti da esibire:
•atto di acquisto o preliminare di vendita registrato dal quale si evinca la pertinenzialità;
•dichiarazione del costruttore nella quale siano indicati i costi di costruzione;
•bonifico bancario o postale per i pagamenti effettuati;
•copia della raccomandata al Centro Operativo di Pescara che deve essere trasmessa prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.
La Risoluzione 8.02.2008 n. 38/E ha precisato che nessun beneficio può essere riconosciuto a chi acquista box o posti auto pertinenziali all’abitazione, se la spesa viene sostenuta prima dell’atto di acquisto, o in assenza di un contratto preliminare di vendita regolarmente registrato. Differente l’interpretazione data dall’amministrazione finanziaria con la Risoluzione 7.07.2008, n. 282/E in relazione ad un caso simile. E stato, infatti, chiarito che nel caso di assegnazione da parte di cooperative edilizie, ai fini della fruizione della detrazione, non è necessario l’atto di vendita nè il preliminare di vendita, dal momento che il vincolo pertinenziale tra box e abitazione è dimostrato dall’accoglimento della richiesta di assegnazione da parte del Consiglio di amministrazione della cooperativa e trascritta nei libri sociali della cooperativa che, ai sensi dell’articolo 2421 del Codice civile sono obbligatori. Pertanto, in tale ipotesi, il contribuente può usufruire delle detrazioni sugli acconti versati a seguito del solo atto di assegnazione.
Costruzione parcheggi pertinenziali
Documenti da esibire:
•concessione edilizia da cui risulti il vincolo di pertinenzialità con l’abitazione che potrebbe anche essere ultimata in un momento successivo;
•bonifico bancario o postale per i pagamenti effettuati;
•fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa di realizzazione degli interventi effettuati;
•copia della raccomandata al Centro Operativo di Pescara che deve essere trasmessa prima dell’inizio lavori.
Salvaguardia dei boschi
Per gli interventi di manutenzione o salvaguardia dei boschi a difesa del territorio contro i rischi di dissesto geologico.
La spesa su cui spetta la detrazione del 36% non può superare il limite di:

•euro 77.468,53 per le spese sostenute negli anni 2002;
•euro 100.000,00 per le spese sostenute negli anni 2003, 2004 , 2005 e 2006.
La detrazione può essere ripartita in 5 o 10 rate di pari importo. La scelta del numero delle rate in cui suddividere la detrazione in questione, per ciascun anno in cui sono state sostenute le spese, non è modificabile.
Documenti da esibire:
•copia della raccomandata con la quale è stata trasmessa al Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara la comunicazione di inizio lavori;
•fatture, ricevute fiscali o altra idonea documentazione atta a comprovare il sostenimento della spesa di realizzazione degli interventi effettuati;
•bonifici bancari o postali da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma;
•documentazione relativa alle eventuali spese il cui pagamento possa non essere eseguito con bonifico bancario;
•copia della dichiarazione di esecuzione dei lavori (e della relativa ricevuta postale di invio al competente Centro di Servizio o al Centro Operativo di Pescara), sottoscritta da un soggetto iscritto negli albi dei dottori agronomi e forestali ovvero da altro soggetto abilitato all’esecuzione degli stessi, nell’ipotesi di interventi il cui importo complessivo è superiore a € 51.645,69.
Rate non detratte
In caso di lavori per i quali, nonostante ricorressero tutte le condizioni per usufruire della detrazione, il contribuente abbia dimenticato di richiedere il beneficio in precedenti dichiarazioni dei redditi, potrà detrarre nell’attuale dichiarazione la quota relativa al 2009.


RIGO E37-1
SOSTITUZIONE FRIGORIFERI E CONGELATORI CON APPARECCHI CLASSE A+

L’art 1, comma 353, Legge n. 296/2006 ha introdotto una nuova detrazione dall’Irpef per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni con apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+; tale detrazione, per le spese sostenute nel 2009, nella misura del 20 per cento dei costi sostenuti dal contribuente, da utilizzare in un’unica rata, fino ad un massimo di euro 200 per ciascun apparecchio, pertanto la spesa massima agevolabile sarà di euro 1.000.
Ai fini del riconoscimento della detrazione si rende necessaria, oltre alla documentazione attestante l’acquisto dell’apparecchio che deve essere costituita da fattura o da scontrino (parlante) recante i dati identificativi dell’acquirente, la classe energetica non inferiore ad A+ dell’elettrodomestico acquistato e la data di acquisto, una ulteriore documentazione da cui si possa evincere l’avvenuta sostituzione dell’elettrodomestico.
A tal fine, il contribuente è tenuto a redigere apposita autodichiarazione, da conservare ed esibire agli uffici dell’Agenzia delle entrate in caso di eventuali richieste, dalla quale risulti la tipologia dell’apparecchio sostituito (frigorifero, congelatore, ecc…) e le modalità utilizzate per la dismissione dello stesso.
La certificazione dovrà recare l’indicazione dell’impresa o dell’ente cui è stato conferito l’apparecchio o che abbia provveduto al ritiro o allo smaltimento dello stesso.
Si fa presente, infine, che, poiché la norma in commento fa riferimento alle spese sostenute “per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni…” possono essere considerati, ai fini della determinazione dell’importo detraibile, anche i costi di trasporto e le eventuali spese connesse allo smaltimento dell’apparecchiatura dimessa, purché debitamente documentati dal percettore dei corrispettivi.
Sono compresi anche gli importi delle spese per le quali spetta la detrazione del 20% indicati con il codice 1 (Tabella B – Oneri per i quali è prevista la detrazione del 20%) nelle annotazioni del CUD 2009 e/o nel CUD 2010.
Documenti da esibire
Spese per la sostituzione dei frigoriferi, congelatori e loro combinazioni:
•fattura o scontrino fiscale parlante recante i dati identificativi dell’acquirente, la classe energetica che non può essere inferiore a A+ e data di acquisto (2009).
•documentazione attestante l’avvenuta sostituzione dell’apparecchio che può consistere in un’autocertificazione da cui risulti la tipologia dell’apparecchio sostituito, le modalità della dismissione dello stesso e la denominazione dell’impresa/ente a cui l’apparecchio è stato consegnato.

RIGO E37-2
-MOTORI AD ELEVATA EFFICIENZA DI POTENZA ELETTRICA-

Per le spese documentate, sostenute nel corso del 2009, per l'acquisto e l'installazione di motori ad elevata efficienza di potenza elettrica, compresa tra 5 e 90 kW, nonché per la sostituzione di motori esistenti con motori ad elevata efficienza di potenza elettrica, spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 20% della spesa effettivamente sostenuta, fino a un valore massimo della detrazione di 1.500 euro per motore, in un'unica rata.
La detrazione spetta anche nel caso in cui i medesimi beni siano acquisiti mediante contratti di locazione finanziaria. In tal caso l’agevolazione si determina sulla base del costo sostenuto dalla società concedente.
La detrazione non compete né a soggetti diversi dall’utilizzatore finale né per motori utilizzati o destinati ad essere utilizzati al di fuori del territorio nazionale.
Si considerano motori ad elevata efficienza i motori elettrici che rispettano i requisiti tecnici di cui all’allegato A del Decreto di attuazione.
Qualora la spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto del motore a elevata efficienza, sia superiore ai valori riportati in tabella 1, l’aliquota del 20% si applica sulla spesa massima di acquisto ammissibile di cui alla stessa tabella 1. (Decreto Interministeriale del 9 aprile 2008)
La spesa ammissibile per l’installazione del motore ad elevata efficienza è pari ai valori forfetari di tabella 1.
In tutti i casi, la detrazione dall’imposta lorda della spesa totale, ivi inclusa la spesa di installazione, non potrà superare il valore di 1.500 euro per ciascun motore.
Tabella 1 - Motori ad elevata efficienza. Tetti di spesa ammissibile in funzione della potenza nominale.


Potenza nominale

(kW)

Spesa massima ammissibile per acquisto singolo motore (euro)

Spesa ammissibile per installazione singolo motore (euro)

Spesa massima ammissibile totale per singolo motore (euro)

5,5

700

100

800

7,5

850

100

950

11

1000

100

1100

15

1200

100

1300

18,5

1500

150

1650

22

1800

150

1950

30

2200

150

2350

37

2600

150

2750

45

3300

200

3500

55

4000

200

4200

75

5300

200

5500

90

6100

200

6300

I soggetti che intendono beneficiare della detrazione di cui all’articolo 1 sono tenuti a:
a) conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari, le pertinenti fatture, con l’indicazione della potenza e dei codici di identificazione dei singoli motori, comprovanti le spese effettivamente sostenute per l’acquisto degli stessi. Nel caso in cui i motori vengano forniti all’interno di una macchina, la fattura della stessa deve riportare separatamente i costi relativi ad ogni singolo motore, con l’indicazione, per ciascuno di essi, della potenza e dei codici di identificazione;
b) acquisire e conservare copia della certificazione del produttore del motore.
Tali soggetti sono altresì tenuti a compilare la scheda raccolta dati di cui all’allegato B e a trasmetterla all’ENEA, anche mediante unico invio per tutti gli interventi effettuati, attraverso il seguente sito internet: www.acs.enea.it o tramite raccomandata con ricevuta semplice a ENEA, Dipartimento Ambiente, Cambiamenti globali e Sviluppo sostenibile, via Anguillarese 301, 00123, Santa Maria di Galeria (Roma), specificando come riferimento: Finanziaria 2007 – motori elettrici. La ricevuta di invio, sia informatica che cartacea va conservata insieme alla documentazione.
Le detrazioni di cui al presente decreto non sono cumulabili con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge nazionali per il sostenimento delle spese di cui ai commi 358 e 359, della legge finanziaria 2007.
Sono compresi gli importi delle spese per le quali spetta la detrazione del 20% indicati con il codice 2 (Tabella B – Oneri per i quali è prevista la detrazione del 20%) nelle annotazioni del CUD 2010 e/o nel CUD 2009.
Documenti da esibire
Spese per l’acquisto di motori ad elevata efficienza:
•fattura attestante le spese sostenute con l’indicazione della potenza o dei codici di identificazione dei singoli motori;
•copia della certificazione del produttore del dispositivo;
•ricevuta attestante la spedizione all’ENEA della documentazione.

RIGO E37-3
- VARIATORI DI VELOCITA’ (inverter) -

Per le spese documentate, sostenute nel corso del 2009, per l’acquisto e l’installazione di variatori di velocità (inverter) su impianti con potenza elettrica compresa tra 7,5 e 90 kW spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 20% degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 1.500 euro per intervento, in un’unica rata.
La detrazione spetta anche nel caso in cui i medesimi beni siano acquisiti mediante contratti di locazione finanziaria. In tal caso l’agevolazione si determina sulla base del costo sostenuto dalla società concedente.
La detrazione non compete né a soggetti diversi dall’utilizzatore finale né per variatori di velocità (inverter) utilizzati o destinati ad essere utilizzati al di fuori del territorio nazionale.
Si considerano variatori di velocità (inverter) gli apparecchi applicati ai motori elettrici a corrente alternata basati sul principio di variazione della frequenza e della tensione di alimentazione.
Per l’acquisto del variatore di velocità (inverter) la detrazione dall’imposta lorda è pari al 20% della spesa effettivamente sostenuta e documentata per l’acquisto del medesimo variatore di velocità.
Qualora la spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto del variatore di velocità (inverter), sia superiore ai valori riportati in tabella 2, l’aliquota del 20% si applica sulla spesa massima di acquisto ammissibile di cui alla stessa tabella 2. (Decreto Interministeriale del 9 aprile 2008)
La spesa ammissibile per l’installazione del variatore di velocità (inverter) è pari ai valori forfetari di tabella 2.
In tutti i casi, la detrazione dall’imposta lorda della spesa totale, ivi inclusa la spesa di installazione, non potrà superare il valore di 1.500 euro per ciascun variatore di velocità (inverter).
Tabella 2 - Variatori di velocità (inverter). Tetto di spesa massimo in funzione della potenza nominale.



Potenza

nominale

(kW)

Spesa massima ammissibile per acquisto singolo variatore di velocità (inverter)

(euro)

Spesa ammissibile per installazione singolo variatore di velocità (inverter)

(euro)

Spesa massima ammissibile totale per singolo variatore di velocità (inverter) (euro)

7,5

1200

200

1400

11

1450

200

1650

15

1850

200

2050

18,5

2400

300

2700

22

2700

300

3000

30

3400

300

3700

37

3800

400

4200

45

4600

400

5000

55

5300

400

5700

75

6200

500

6700

90

7700

500

8200

 

I soggetti che intendono beneficiare della detrazione di cui all’articolo 1 sono tenuti a:
a) conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari, le pertinenti fatture, con l’indicazione della potenza e dei codici di identificazione dei singoli variatori di velocità, comprovanti le spese effettivamente sostenute per l’acquisto degli stessi. Nel caso in cui i motori vengano forniti all’interno di una macchina, la fattura della stessa deve riportare separatamente i costi relativi ad ogni singolo motore, con l’indicazione, per ciascuno di essi, della potenza e dei codici di identificazione;
b) acquisire e conservare copia della certificazione del produttore del motore.
Tali soggetti sono altresì tenuti a compilare la scheda raccolta dati di cui all’allegato B e a trasmetterla all’ENEA, anche mediante unico invio per tutti gli interventi effettuati, attraverso il seguente sito internet: www.acs.enea.it o tramite raccomandata con ricevuta semplice a ENEA, Dipartimento Ambiente, Cambiamenti globali e Sviluppo sostenibile, via Anguillarese 301, 00123, Santa Maria di Galeria (Roma), specificando come riferimento: Finanziaria 2007 – motori elettrici. La ricevuta di invio, sia informatica che cartacea va conservata insieme alla documentazione.
Le detrazioni di cui al presente decreto non sono cumulabili con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge nazionali per il sostenimento delle spese di cui ai commi 358 e 359, della legge finanziaria 2007.
Sono compresi gli importi delle spese per le quali spetta la detrazione del 20% indicati con il codice 3 (Tabella B – Oneri per i quali è prevista la detrazione del 20%) nelle annotazioni del CUD 2010 e/o nel CUD 2009.
Documenti da esibire
Spese per l’acquisto di variatori di velocità:
•fattura attestante le spese sostenute con l’indicazione della potenza o dei codici di identificazione dei singoli variatori;
•copia della certificazione del produttore del dispositivo;
•ricevuta attestante la spedizione all’ENEA della documentazione.


RIGO E37-4
- SPESE PER L’ACQUISTO DI MOBILI, ELETTRODOMESTICI, APPARECCHI TELEVISIVI E COMPUTER -

L’art. 2 del Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33, riconosce a coloro che fruiscono dell’agevolazione prevista in materia di ristrutturazioni edilizie una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 20% delle spese documentate, sostenute dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009 per l’acquisto di mobili, apparecchi televisivi, computer ed elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, finalizzato all’arredo di immobili ristrutturati. (Circolare n. 35/E 16/07/2009)

Condizioni necessarie:
• per usufruire di questa detrazione è che il contribuente a partire dal 1° luglio 2008 abbia sostenuto spese di ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali per le quali usufruisce delle agevolazioni fiscali previste per il recupero del patrimonio edilizio, di cui all’art. 1 della legge 27 dicembre 1997 n. 449. Sono esclusi gli interventi di ristrutturazione che abbiano ad oggetto parti comuni degli edifici o siano relativi alla manutenzione ordinaria di singole unità immobiliari o che riguardino la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali.
Per avvalersi dell’agevolazione, il contribuente deve avere eseguito tutti gli adempimenti preliminari secondo quanto disposto dal decreto del Ministero delle finanze di concerto con il Ministero dei Lavori pubblici n. 41 del 18 febbraio 1998 e successive modificazioni. Questa norma contiene il regolamento attuativo per poter beneficiare delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie. In particolare, il contribuente deve aver inviato l’apposita comunicazione al Centro Operativo di Pescara, anche in data anteriore al 1° luglio 2008, indicando nel riquadro riservato ai “dati relativi ai lavori di ristrutturazione” la data del 1° luglio 2008 o una data successiva;
• l’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a 10.000 euro ed è riferito alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Pertanto il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità abitative potrà fruire del beneficio con riferimento a ciascuna unità abitativa e in tal caso l’importo massimo previsto (10.000 euro) si intende riferito a ciascuna di esse. Nel caso in cui siano state sostenute spese per l’arredo di più unità abitative ristrutturate è necessario compilare più moduli (uno per ogni spesa complessiva di arredi riferita a ciascun immobile ristrutturato).
La detrazione, prevista su una spesa massima complessiva di 10.000 euro è da suddividere tra gli aventi diritto, verrà ripartita in cinque rate di pari importo;
• il pagamento dei beni finalizzati all’arredo dell’immobile ristrutturato deve avvenire mediante bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o il numero di partita IVA del beneficiario.
Si ricorda che l’agevolazione non potrà essere fruita nell’ipotesi di spese sostenute per l’arredo dell’unità abitativa residenziale acquistata dall’impresa costruttrice che abbia provveduto alla ristrutturazione dell’immobile.
Si precisa che dalla categoria degli elettrodomestici sono esclusi i frigoriferi, i congelatori e le loro combinazioni, in quanto per questi spetta la detrazione del 20%, da fruire per intero nell’anno di sostenimento della spesa (vedere le istruzioni della col 1). Quest’ultima dovrà essere indicata nella colonna 1 di questo rigo e, quindi, non deve essere considerata ai fini dell’importo massimo previsto per le spese di acquisto degli arredi destinati all’immobile ristrutturato da indicare in questa colonna 4. Pertanto, le due agevolazioni sono cumulabili.

Documenti da esibire
Spese per l’acquisto di mobili, elettrodomestici, apparecchi televisivi e computer:
• le fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spese sostenute esclusivamente dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009;
• il bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetto che riceve la somma; così come è ugualmente valido il bonifico effettuato “on line” (risoluzione 7.08.2008, n. 353/E);
• copia della comunicazione inviata al Centro Operativo di Pescara attestante l’inizio dei lavori di ristrutturazione a partire dal 01/07/2008;
• copia della ricevuta postale della raccomandata con la quale è stata trasmessa la comunicazione di inizio lavori effettuata antecedentemente alla data di inizio lavori riportata sulla stessa.

RIGO E38-1
- INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICI ESISTENTI -

Per tali interventi il valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro.
Per interventi di riqualificazione energetica si intendono quelli che permettono il raggiungimento di un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori indicati nelle tabelle riportate nell’allegato C del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 19 febbraio 2007.
Per questa tipologia di intervento non sono stabilite quali opere o quali impianti occorre realizzare per raggiungere le prestazioni energetiche indicate. Pertanto, la categoria degli “interventi di riqualificazione energetica” comprende qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, realizzando la maggior efficienza energetica richiesta dalla norma.
L’intervento, infatti, è definito in funzione del risultato che lo stesso deve conseguire in termini di riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale. Il fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale rappresenta “la quantità di energia primaria globalmente richiesta, nel corso di un anno, per mantenere negli ambienti riscaldati la temperatura di progetto, in regime di attivazione continuo” (allegato A del Dlgs n. 192 del 2005).
Il risparmio è misurato in base agli indici riportati nella tabella dell’allegato C del decreto 19 febbraio 2007 che sono elaborati in funzione della categoria in cui l’edificio è classificato (residenziale o altri edifici), della zona climatica in cui è situato e del rapporto di forma che lo stesso presenta.
Attenzione!
L’indice di risparmio per fruire della detrazione deve essere calcolato in riferimento al fabbisogno energetico dell’intero edificio e non a quello delle singole porzioni immobiliari che lo compongono.
Ad esempio, rientrano in questa tipologia di interventi, la sostituzione o l’installazione di impianti di climatizzazione invernale anche con generatori di calore non a condensazione, con pompe di calore, con scambiatori per teleriscaldamento, con caldaie a biomasse, gli impianti di cogenerazione, rigenerazione, gli impianti geotermici e gli interventi di coibentazione non aventi le caratteristiche previste per gli altri interventi agevolati.

Importo massimo della spesa detraibile 181.818,18 euro
Importo massimo della detrazione 100.000,00 euro

Documenti da esibire
Riqualificazione energetica:
•copia asseverazione del tecnico abilitato;
•copia della certificazione o qualificazione energetica;
•copia scheda informativa;
•ricevuta informatica o ricevuta di raccomandata comprovante l’invio all’ENEA della certificazione energetica e della scheda informativa che devono essere state inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori; per le scadenze anteriori al 30/04/08 ovvero in caso di complessità dei lavori eseguiti l’invio può essere documentato anche dalla ricevuta di raccomandata semplice;
•fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa;
•bonifico bancario o postale da cui risulti la causale di versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetta che riceva la somma;
•dichiarazione dell’amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge.


RIGO 38-2
MIGLIORAMENTO TERMICO DELL’EDIFICIO
- interventi sugli involucri -

Per tali interventi il valore massimo della detrazione fiscale è di 60.000 euro.
Si tratta degli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali (pareti generalmente esterne), finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati, che rispettano i requisiti di trasmittanza termica U (dispersione di calore), espressa in W/m2k, evidenziati nella tabella di cui all’allegato D del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, la quale in relazione alle singole zone climatiche indica, in distinte colonne, la trasmittanza delle strutture verticali e quella delle finestre.
Gli infissi sono comprensivi anche delle strutture accessorie che hanno effetto sulla dispersione di calore quali, ad esempio, scuri o persiane, o che risultino strutturalmente accorpate al manufatto quali, ad esempio, cassonetti incorporati per il telaio dell’infisso.
Attenzione!
La semplice sostituzione degli infissi o il rifacimento dell’involucro degli edifici, qualora questi siano originariamente già conformi agli indici indicati nella tabella D, non consente di fruire della detrazione poiché il beneficio teso ad agevolare gli interventi da cui consegua un risparmio energetico. In questo caso è necessario quindi che a seguito dei lavori tali indici di trasmittanza termica si riducano ulteriormente: il tecnico che redige l’asseverazione deve perciò specificare il valore di trasmittanza originaria del componente su cui si interviene ed asseverare che successivamente all’intervento la trasmittanza dei medesimi componenti sia inferiore o uguale ai valori riportati nella tabella D.

In assenza delle disposizioni di attuazione del decreto ministeriale, i lavori eseguiti sui pavimenti e coperture (strutture opache orrizzontali) non consentono invece di usufruire della detrazione in questione. La detrazione dei lavori, tuttavia, può essere fruita qualora l’intervento sulle strutture orrizzontali, anche unitamente ad altri lavori, consegua gli indici di risparmio energetico indicati ai fini della detrazione prevista per la qualificazione energetica globale dell’edificio.
L’Agenzia delle Entrate (Risoluzione n.475/e del 9.12.08) ha precisato che in caso di sostituzione del portoncino d’ingresso l’agevolazione compete alle condizioni previste per la sostituzione di finestre comprensive di infissi, se a queste è assimilabile. Diversamente dovranno essere rispettate le condizioni ordinarie per gli interventi sulle strutture opache verticali.

Importo massimo della spesa detraibile euro 109.090,91
Importo massimo della detrazione euro 60.000,00

Documenti da esibire
Interventi sull’involucro:
•copia asseverazione del tecnico abilitato; nel caso di sostituzione di finestre, comprensive di infissi, può essere sostituita da una certificazione dei produttori che attesti il rispetto dei requisiti;
•copia della certificazione o qualificazione energetica;
•copia scheda informativa;
•ricevuta informatica o ricevuta di raccomandata comprovante l’invio all’ENEA della certificazione energetica e della scheda informativa che devono essere state inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori; per le scadenze anteriori al 30/04/08 ovvero in caso di complessità dei lavori eseguiti l’invio può essere documentato anche dalla ricevuta di raccomandata semplice;
•fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa;
•bonifico bancario o postale da cui risulti la causale di versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetta che riceva la somma;
•dichiarazione dell’amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge.

RIGO 38-3
- INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI -

Per tali interventi il valore massimo della detrazione fiscale è di 60.000 euro.
Per interventi di installazione di pannelli solari si intende l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici ed università.
I fabbisogni soddisfatti con l’impianto di produzione di acqua calda possono attenere non soltanto alla sfera domestica o alle esigenze produttive ma più in generale all’ambito commerciale, ricreativo o socio assistenziale, in pratica possono accedere alla detrazione tutte le strutture afferenti attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda.
Ai fini dell’asseverazione dell’intervento concernente l’installazione dei pannelli solari è richiesto:
a) un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per pannelli e i bollitori e in due anni per accessori e i componenti tecnici);
b) che i pannelli siano conformi alle norme UNI 12975 e alle norme UNI per i pannelli realizzati in autocostruzione.
Attenzione!
Anche l’installazione di pannelli solari deve essere realizzata su edifici esistenti.

Conto energia e “pannelli fotovoltaici”:
considerato che, ai sensi dell’art.4, comma 9, del decreto 19/02/2007 del Ministero dello sviluppo economico, se a seguito dell’istallazione dei pannelli fotovoltaici si accede al “conto energia” non spetta la detrazione del 36 %, si ritiene, per similitudine, non si possa accedere neppure alla detrazione del 55%.
Quindi la detrazione del 55 % spetta unicamente per l’installazione dei “pannelli solari termici”.

Importo massimo della spesa detraibile 109.090,91 euro
Importo massimo della detrazione 60.000,00 euro


Documenti da esibire
Pannelli solari:
•copia asseverazione del tecnico abilitato;
•copia della certificazione o qualificazione energetica;
•copia scheda informativa;
•ricevuta informatica o ricevuta di raccomandata comprovante l’invio all’ENEA della certificazione energetica e della scheda informativa che devono essere state inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori; per le scadenze anteriori al 30/04/08 ovvero in caso di complessità dei lavori eseguiti l’invio può essere documentato anche dalla ricevuta di raccomandata semplice;
•fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa;
•bonifico bancario o postale da cui risulti la causale di versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetta che riceva la somma;
•dichiarazione dell’amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge.

RIGO E38-4
- INTERVENTI DI SOSTITUZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE INVERNALE -

Per tali interventi il valore massimo della detrazione fiscale è di 30.000 euro.
Per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale si intendono quelli concernenti la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.
Per fruire dell’agevolazione è necessario, quindi, sostituire gli impianti preesistenti e installare le caldaie a condensazione. Non sono pertanto agevolabili né l’installazione di sistemi di climatizzazione invernale in edifici che ne erano sprovvisti né la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore ad alto rendimento ma diversi dalle caldaie a condensazione. Tuttavia tali interventi possono essere compresi tra quelli di riqualificazione energetica dell’edificio, se rispettano l’indice di prestazione energetica previsto, permettendo così di usufruire della relativa detrazione.
La scheda informativa, oltre all’indicazione dei soggetti che hanno sostenuto la spesa e ai dati relativi alla struttura oggetto dell’intervento, deve contenere:
a)L’identificazione della tipologia di intervento e del relativo risparmio di energia conseguito;
b)Il costo dell’intervento al netto delle spese professionali;
c)L’importo utilizzato per il calcolo della detrazione;
d)Il costo delle spese professionali.
Attenzione!
In questa agevolazione sono compresi anche gli interventi riguardanti la trasformazione degli impianti individuali autonomi in impianti di climatizzazione invernale centralizzati, con contabilizzazione del calore, nonché la trasformazione dell’impianto centralizzato per rendere applicabile la contabilizzazione del calore, mentre è esclusa la trasformazione dell’impianto di climatizzazione invernale da centralizzato ad individuale o autonomo.

Importo massimo della spesa detraibile euro 54.545,45
Importo massimo della detrazione euro 30.000,00

Documenti da esibire
Impianti di climatizzazione invernale:
•copia asseverazione del tecnico abilitato;
•copia della certificazione o qualificazione energetica;
•copia scheda informativa;
•ricevuta informatica o ricevuta di raccomandata comprovante l’invio all’ENEA della certificazione energetica e della scheda informativa che devono essere state inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori; per le scadenze anteriori al 30/04/08 ovvero in caso di complessità dei lavori eseguiti l’invio può essere documentato anche dalla ricevuta di raccomandata semplice;
•fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa;
•bonifico bancario o postale da cui risulti la causale di versamento, il codice fiscale del soggetto che versa e il codice fiscale o partita IVA del soggetta che riceva la somma;
•dichiarazione dell’amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge.

RIGO E41
- Detrazioni per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale -

Le detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale sono indicate nel rigo E41, il quale prevede 3 casistiche:
1. Contratti di locazione (stipulati o rinnovati nel rispetto della normativa prevista dalla legge 431/98) relativi ad immobili adibiti ad abitazione principale.
•detrazione di €uro 300 per redditi fino a 15.493,41;
•detrazione di €uro 150 per redditi fino a 30.987,41.
2.Contratti di locazione a canone convenzionale (stipulati o rinnovati nel rispetto della normativa prevista dagli art. 2, comma 3 e art. 4 comma 2 e 3 della legge 431/98) relativi ad immobili adibiti ad abitazione principale.
•detrazione di €uro 495,80 per redditi fino a 15.493,41;
•detrazione di €uro 247,90 per redditi fino a 30.987,41.
Tali contratti sono stipulati in base ad accordi locali tra organizzazioni sindacali di categoria solitamente di durata tre anni rinnovabili di due nei quali si fa espresso riferimento a limiti di canoni compresi in parametri riferiti al tipo di immobile e all’ubicazione.
In nessun caso la detrazione spetta per i contratti di locazione intervenuti tra enti pubblici e contraenti privati (Circolare 12.05.2000, n. 95/E e Circolare 14.06.2001, n. 55/E).
La detrazione è inoltre suddivisa in base ai cointestatari del contratto di locazione dell’abitazione principale (ad esempio: nel caso di marito e moglie cointestatari del contratto di locazione, la detrazione spetta al 50% a ognuno in relazione al loro reddito) (Circolare 29.12.1999, n. 247/E).
3. Contratti di locazione (stipulati esclusivamente a partire dal 2007, nel rispetto della normativa prevista dalla legge 431/98), relativi ad immobili adibiti ad abitazione principale da parte di giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni con residenza diversa da quella della famiglia di origine.
•detrazione di €uro 300 per redditi fino a 15.493,41;
•detrazione di €uro 150 per redditi fino a 30.987,41.
Per usufruire della detrazione è necessario che l’unità immobiliare sia diversa da quella destinata ad abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati dagli organi competenti ai sensi di legge.
La detrazione di questo quadro non è cumulabile con quella del rigo E42, ma il contribuente ha diritto di scegliere quella a lui più favorevole. È anche possibile che nel corso dell’anno possano verificarsi più situazioni agevolabili, in tal caso il numero dei giorni indicato nei diversi righi del quadro non possono essere superiori a 365.
Documenti da esibire
Detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale:
•contratto di locazione: verificando la tipologia del contratto in essere e l’anno di stipula (dal 2007);
•autocertificazione nella quale il contribuente attesti di aver rispettato tutte le condizioni previste per beneficiare della detrazione:
situazione lavorativa;
numero degli intestatari;
che trattasi di abitazione principale.

RIGO E 42
- Detrazione per canoni di locazione spettanti a lavoratori che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro -

Questa detrazione spetta ai lavoratori dipendenti che hanno trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi, nei 3 anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione, ( la detrazione spetta per i primi tre anni dalla data di variazione della residenza ) purché il nuovo comune di residenza disti dal vecchio almeno 100 chilometri, e comunque al di fuori della propria regione, e che siano titolari di qualunque tipo do contratto di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi (Circolare 18.06.2001 n. 58/E ). Tale detrazione, rapportata al periodo dell’anno durante il quale l’abitazione ha costituito la dimora principale del contribuente, è così determinata:
•991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
•495,80 euro se il reddito complessivo supera 15.493,71 euro, ma non 30.987,41 euro.
Tale detrazione spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti, pertanto, restano esclusi i percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (Circolare 12.03.2002 n. 50/E ).
Per usufruire della detrazione, il contribuente deve essere titolare di un contratto di lavoro dipendente e deve trasferire la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi. Il beneficio si applica anche a favore dei lavoratori dipendenti che trasferiscono la propria residenza in conseguenza di un nuovo contratto.
In caso di intestazione del contratto di locazione a più soggetti, la detrazione va divisa tra gli intestatari del contratto in possesso della qualifica di lavoratori dipendenti, nella misura a ciascuno spettante in relazione al proprio reddito. Ad esempio, in caso di contitolarità tra 3 soggetti, uno dei quali lavoratori dipendente, la detrazione spetta solo a quest’ultimo, nella misura del 100% (Circolare 20.06.2004, n.24).
La detrazione di questo quadro non è cumulabile con quella del rigo E41, ma il contribuente ha diritto di scegliere quella a lui più favorevole. È anche possibile che nel corso dell’anno possano verificarsi più situazioni agevolabili, in tal caso il numero dei giorni indicato nei diversi righi del quadro non possono essere superiori a 365.
Documenti da esibire
•contratto di lavoro dipendente ovvero lettera di assunzione;
•contratto di locazione;
•autocertificazione nella quale il contribuente attesti di aver rispettato tutte le condizioni previste per beneficiare della detrazione.

RIGO E43
- Detrazioni per mantenimento del cane guida -

Per le spese di mantenimento dei cani guida sostenute dai non vedenti spetta una detrazione forfetaria di 516,46 euro, per poterne usufruire si dovrà barrare la casella corrispondente.
La detrazione spetta esclusivamente al soggetto non vedente e non anche alle persone cui questi risulta fiscalmente a carico a prescindere dalla documentazione della spesa effettivamente sostenuta.
Unico requisito per usufruire di tale detrazione è il possesso del cane guida.
(Circolare 22.12.2000, n.238/E)
Documenti da esibire
Detrazione per spese di mantenimento del cane guida:
•documentazione attestante il possesso del cane guida;
•certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap, ovvero autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge che attesti la sussistenza dell’handicap.

RIGO E44
- Altre detrazioni -

In tale rigo andranno indicate le altre detrazione diverse da quelle riportate nei precedenti righi contraddistinte dal relativo codice.
Detrazione per borsa di studio
Al rigo E44_codice 1 andrà indicata la borsa di studio assegnata dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, a sostegno delle famiglie in condizioni svantaggiate, per spese d’istruzione sostenute e documentate, forma oggetto di detrazione fiscale in presenza di una situazione economica annua non superiore a 15.493,71 euro; limite elevato a 25.822,84 euro in considerazione di particolari condizioni socioeconomiche dei richiedenti per le province autonome di Trento e Bolzano.
La detrazione spetta a favore del genitore, per i figli minorenni, ovvero a favore dello stesso studente, se maggiorenne, che al momento della richiesta della borsa di studio hanno optato per la detrazione fiscale, anziché per la corresponsione diretta della somma, secondo quanto previsto dal D.P.C.M. n. 106 del 14 febbraio 2001.
Donazione per l’ente ospedaliero “Ospedale Galliera” di Genova
Al rigo E44_codice 2 andranno indicate le donazioni effettuate all’ente ospedaliero «Ospedale Galliera» di Genova, esclusivamente finalizzate all’attività del Registro nazionale dei donatori di midollo osseo.
A fronte di tali donazioni spetta una detrazione nei limiti del 30% dell’imposta lorda dovuta.
Documenti da esibire
Detrazione per borsa di studio:
•documentazione attestante l’importo della borsa di studio assegnata dalle regioni o dalle province autonome di Trento e Bolzano.
Detrazione per donazione all’Ospedale Galliera di Genova:
•ricevute delle donazioni effettuate dalle quali si evinca la motivazione.

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