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Guida al 730 2010: documenti da allegare e istruzioni per le detrazioni - Da rigo E7 a E14

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Indice
Guida al 730 2010: documenti da allegare e istruzioni per le detrazioni
Da rigo E1 a E6
Da rigo E7 a E14
Da rigo E15 a E32
Da rigo E33 a E44
Tutte le pagine

 

RIGO E7
- Interessi per mutui ipotecari per acquisto abitazione principale -

Vanno indicati gli importi degli interessi passivi, gli oneri e le quote di rivalutazione pagati nel periodo d’imposta in dipendenza di mutui a prescindere dalla scadenza della rata.
In caso di mutuo ipotecario sovvenzionato con contributi erogati in conto interessi, gli interessi passivi danno diritto alla detrazione solo per l’importo effettivamente rimasto a carico del contribuente.
Oneri accessori al mutuo
Tra gli oneri accessori sono compresi anche: l’intero importo delle maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio di valuta relative a mutui stipulati in ECU o in altra valuta, la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione, gli oneri fiscali (compresa l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato), la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato, le spese di istruttoria, notarili e di perizia tecnica, ecc. Le spese notarili comprendono sia l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo (con esclusione di quelle sostenute per il contratto di compravendita) che le spese sostenute dal notaio per conto del cliente quali, ad esempio, l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca.
Non danno diritto alla detrazione gli interessi derivanti da:
-mutui stipulati nel 1991 o nel 1992 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione (ad esempio per casa locata);
-mutui stipulati a partire dal 1993 per motivi diversi dall’acquisto dell’abitazione principale (ad esempio per l’acquisto di una residenza secondaria). Sono esclusi da tale limitazione i mutui stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili ed i mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale.
Motivazione del mutuo: acquisto abitazione principale
La motivazione del mutuo deve risultare dal contratto di mutuo, dal contratto di acquisto dell’immobile o da altra documentazione rilasciata dalla banca su apposita richiesta del contribuente.
Altresì il contribuente potrà ricorrere alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà effettuata ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445.2000, qualora tale motivazione non risulti dai contratti di mutuo e di acquisto e la banca non sia in grado di rilasciare apposita dichiarazione.
In caso di mutui misti (ad esempio acquisto e ristrutturazione), gli importi devono essere distintamente specificati.
(Circolare 20/04/2005 n. 15/E) (Risoluzione 22.12.2006, n. 147/E)
Finanziamenti diversi da mutui ipotecari
Non danno comunque diritto alla detrazione gli interessi pagati a seguito di aperture di credito bancarie, di cessioni di stipendio e, in generale, gli interessi derivanti da tipi di finanziamento diversi da quelli relativi a contratti di mutuo, anche se con garanzia ipotecaria su immobili.
Mutuo eccedente il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile
Se il mutuo eccede il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile possono essere portati in detrazione gli interessi relativi alla parte del mutuo che copre detto costo, aumentato delle spese notarili e degli altri oneri accessori relativi all’acquisto; per determinare la parte di interessi da detrarre può essere utilizzata la seguente formula:

(costo di acquisizione dell’immobile) x (interessi pagati)
capitale dato in mutuo

Tra il costo di acquisizione oltre al valore dell’immobile indicato nel rogito vanno compresi i seguenti oneri accessori: spese notarili per l’atto di compravendita e per il contratto di mutuo, le imposte di registro e quelle ipotecarie e catastali, i compensi di mediazione, le spese di iscrizione e cancellazione dell’ipoteca, l’imposta sostitutiva sul mutuo, le spese sostenute per eventuali autorizzazioni del Giudice Tutelare e quelle di acquisto effettuato nell’ambito di una procedura esecutiva individuale concorsuale.
(Circolare 20/04/2005 n. 15/E e 31/05/2005 n. 26/E – Risoluzione 23/09/2005 n. 128/E)
Abitazione principale: nozione
Per abitazione principale si intende quella in cui il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.
La detrazione spetta al contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (occorre far riferimento all’art. 5 co. 5 del TUIR, il quale specifica che sono considerati familiari il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado).
Nell'ipotesi di separazione legale, il coniuge separato, finché non intervenga la sentenza di divorzio, rientra tra i familiari individuati dal citato comma 5 dell'articolo 5. In caso di divorzio, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetterà comunque il beneficio della detrazione, per la quota di spettanza, nell'ipotesi in cui presso l'immobile acquistato abbiano la propria dimora abituale i suoi familiari (ad esempio i figli). Ovviamente, tra i familiari non e' ricompreso, in tale ipotesi, l'ex coniuge.
La disposizione relativa ai familiari trova applicazione a decorrere dal 2001, ma anche in riferimento alle rate pagate dopo la predetta data in dipendenza di contratti di mutuo stipulati prima del 2001, a condizione che l'immobile sia stato adibito ad abitazione principale del contribuente o di un familiare entro sei mesi dall'acquisto stesso e l'acquisto della unità immobiliare sia stato effettuato nei sei mesi precedenti o successivi alla data della stipulazione del contratto di mutuo.
Il beneficiario della detrazione deve coincidere con il proprietario dell’unità immobiliare, ma se il mutuo e' stato contratto anteriormente all'anno 1991 la detrazione può essere fruita anche dal soggetto non titolare di reddito di fabbricati.
La detrazione spetta solo al soggetto che risulti proprietario o nudo proprietario dell’immobile e non spetta mai invece all’usufruttuario.
Acquisto di ulteriore quota di proprietà dell’abitazione principale
La detrazione compete anche per l’acquisto di una ulteriore quota di proprietà dell’unità immobiliare, ma non spetta se il mutuo è stato stipulato per acquistare autonomamente una pertinenza della dimora abituale del contribuente.
Acquisto da impresa /cooperativa edilizia
Il contribuente che ha acquistato dall’impresa o tramite una cooperativa edilizia un immobile, perde il diritto alla detrazione degli interessi corrisposti a seguito della stipula del contratto di mutuo se non riesce a trasferire la propria residenza entro 12 mesi, anche se la causa è imputabile al Comune a seguito, ad esempio, dei ritardi nella concessione dell’abitabilità, .
Per le somme pagate alla cooperativa dagli assegnatari di alloggi cooperativi a titolo di rimborso degli interessi passivi ed oneri accessori relativi a mutui ipotecari contratti dalla stessa e ancora indivisi, ai fini della verifica della sussistenza delle condizioni che danno diritto alla detrazione, va fatto riferimento al momento della delibera di assegnazione dell'alloggio, con conseguente assunzione dell'obbligo del pagamento del mutuo e di immissione in possesso e non al momento del formale atto di assegnazione dell'immobile redatto dal notaio.
Acquisto di immobile adibito a propria abitazione e immobile adibito ad abitazione di familiari
Nel caso in cui il contribuente contrae un mutuo per l'acquisto di un immobile adibito a propria abitazione principale, e un mutuo per l'acquisto di in immobile da adibire ad abitazione di un familiare, la detrazione deve essere riferita agli interessi pagati in corrispondenza dell'immobile adibito a propria abitazione.
La detrazione è ammessa anche per i contratti di mutuo stipulati con soggetti residenti nel territorio di uno Stato membro dell’Unione Europea o a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.
Interessi passivi e oneri accessori: limiti di detraibilità
La detrazione spetta su un importo massimo di € 4.000 (l’aumento del limite di detraibilità da € 3.615,20 a € 4.000,00, a decorrere dal 1° gennaio 2008, è previsto dall’art.1, co.202 della legge n.244 del 24/12/2007 – Finanziaria 2008); per i contratti di mutuo stipulati prima del 1° gennaio del 1993, in caso di contitolarità o in presenza di più mutui, tale limite è riferito all’ammontare complessivo degli interessi che deve essere ripartito in parti uguali tra i mutuatari. L’unica eccezione a tale regola riguarda il caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, dove la detrazione spetta a quest'ultimo per entrambe le quote d'interessi. Tale disposizione si applica a prescindere dalla data in cui e' stato stipulato il contratto di mutuo. Per i contratti di mutuo stipulati prima del 1993 la detrazione spetta su un importo massimo di € 4.000 per ciascun intestatario del mutuo e non è possibile fruire della quota del coniuge a carico.

Condizioni per usufruire della detrazione in rapporto alla data di stipula del mutuo:
•Per i mutui stipulati dall’01.01.2001: la detrazione è ammessa a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro 1 anno dalla data di acquisto e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo.
•Per i mutui stipulati dall’01.01.1993 fino al 31.12.2000: la detrazione è ammessa a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dalla data di acquisto e che l’acquisto sia avvenuto nei 6 mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo; fa eccezione il caso in cui al 1° gennaio 2001 non fosse già decorso il termine semestrale previsto dalla previgente disciplina.
•Per i mutui stipulati nel corso del 1993: la detrazione è ammessa a condizione che l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro l’8 giugno 1994.
•Per i mutui stipulati anteriormente al 1993: la detrazione è ammessa a condizione che l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale alla data dell’8 dicembre 1993 e che, nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per motivi diversi da quelli di lavoro, in caso contrario a partire dall’anno di variazione la detrazione spetta solo sull’importo massimo di € 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo.
Se l’unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale entro i termini prescritti a causa di un trasferimento per motivi di lavoro si mantiene il diritto alla detrazione. Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale, ad eccezione del trasferimento per motivi di lavoro e del ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari, purché l’unità immobiliare non risulti locata. Tuttavia, se il contribuente torna ad adibire l’immobile ad abitazione principale, in relazione alle rate pagate a decorrere da tale momento, è possibile fruire nuovamente della detrazione.
La detrazione è riconosciuta per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui ipotecari per l’acquisto di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito della dimora abituale.
Estinzione/rinegoziazione del mutuo
Nel caso in cui venga estinto un vecchio mutuo e ne venga acceso uno nuovo di importo non superiore alla quota capitale residua, maggiorata delle spese e oneri correlati, si continua a beneficiare della detrazione per oneri anche se il soggetto mutuante è diverso da quello originario.
In caso di rinegoziazione di un contratto di mutuo per l’acquisto di propria abitazione permane il diritto a fruire della detrazione spettante, in base alla normativa vigente al momento della stipula dell’originario contratto di mutuo, solo se sono rimasti invariati le parti contraenti e il cespite immobiliare concesso in garanzia e se l’importo del mutuo risulta non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare alla data di rinegoziazione del predetto contratto.
Acquisto di immobili ristrutturati/locati
Qualora l’immobile acquistato sia oggetto di ristrutturazione edilizia, la detrazione spetta dalla data in cui l’immobile è adibito ad abitazione principale, che comunque deve avvenire entro 2 anni dall’acquisto. Qualora non fosse possibile fissare la dimora abituale presso l’unità abitativa entro 2 anni per cause imputabili al Comune si potrà comunque usufruire della detrazione d’imposta.
In caso di acquisto di unità immobiliare locata, la detrazione spetta a condizione che entro tre mesi dall'acquisto sia stato notificato al locatario l'atto di intimazione di sfratto per finita locazione e che entro un anno dal rilascio l'unita' immobiliare sia adibita ad abitazione principale.
La detrazione trova applicazione, secondo le regole generali, sin dalla prima rata. Per quanto riguarda i mutui contratti prima del 2001, si ritiene che tale disposizione, entrata in vigore il 1 gennaio 2001, possa essere applicata anche con riferimento ai mutui stipulati nell'anno 2000, sempre che al 31 dicembre 2000 non sia già decorso il termine di tre mesi previsto dalla norma entro il quale deve essere notificato al locatario l'atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita locazione e che l'adempimento venga, comunque, posto in essere nei tre mesi decorrenti dall'acquisto.
Qualora entro un anno dal rilascio l'immobile non viene destinato ad abitazione principale, gli interessi per i quali il contribuente si e' avvalso della detrazione dovranno essere dichiarati quali redditi a tassazione separata.
Nel caso in cui il contribuente proprietario di due immobili di cui uno adibito ad abitazione principale, per l'acquisto del quale aveva contratto un mutuo, l'altro acquistato successivamente e occupato per effetto di contratto di locazione, per l'acquisto del quale contrae un mutuo, avendo entro tre mesi notificato al locatario l'intimazione di sfratto per finita locazione, nel periodo in cui il nuovo immobile acquistato e' ancora occupato dal conduttore e fino a quando viene rilasciato e adibito ad abitazione principale, dovrà riferire la detrazione agli interessi pagati in corrispondenza della casa effettivamente adibita ad abitazione.
Accollo del mutuo
In caso di accollo, per data di stipulazione del contratto di mutuo deve intendersi quella di stipulazione del contratto di accollo del mutuo.
In caso di successione a causa di morte, la detrazione compete agli eredi e al coniuge superstite contitolare del contratto di mutuo, a condizione che provvedano a regolarizzare l’accollo del mutuo, sempre che sussistano gli altri requisiti.
Nel rigo E7 sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il codice 7 nelle annotazioni del CUD 2009 e/o del CUD 2008.
(Circ. Agenzia Entrate 29/01/2001, n. 7/E – Circ. Agenzia Entrate 12/06/2002, n. 50/E – C.M. 12/05/2000, n. 95 – C.M. 03/05/1996, n. 108 – C.M. 01/06/1999, n. 122 – Circ. Agenzia Entrate 20/04/2005, n. 15 - Circ. Agenzia Entrate 31/05/2005, n. 26 – Circ. Agenzia Entrate 23/09/2005, n. 128)

Documenti da esibire
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per l’acquisto dell’immobile che è stato adibito ad abitazione principale;
•atto di acquisto dell’immobile dal quale risultino i vincoli temporali e l’importo che se inferiore al capitale erogato renderà necessario il riproporzionamento degli interessi;
•autocertificazione che attesti che l’immobile è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma.
Documenti aggiuntivi da esibire in casi particolari:
•contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per l’acquisto dell’ulteriore quota dell’abitazione principale (in caso di mutuo stipulato dal 1998 per l’acquisto di una ulteriore quota dell’abitazione principale);
•nuovo contratto di mutuo con lo stesso oggetto e con le nuove condizioni (in caso di estinzione o rinegoziazione dei contratti di mutuo);
•ripartizione della spesa di competenza del contribuente relative alle rate di mutuo pagate nel 2008 (in caso di mutui ipotecari contratti dalla cooperativa o dall’impresa costruttrice);
•le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione (in caso di mutui contratti dal 2001 per l’acquisto di immobile oggetto di ristrutturazione edilizia destinato ad abitazione principale);
•atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita locazione notificato entro 3 mesi dalla data di acquisto (in caso di mutui contratti dal 2001 per l’acquisto dell’unità immobiliare locata e destinata ad abitazione principale).



Tipologia di mutuo
Limiti di detraibilità
Acquisto
Prima del 1993
Abitazione principale
4.000 per ogni intestatario
Dal 1993
Abitazione principale
4.000 totali

 

 


Data stipula mutuo acquisto abitazione principale

 

Limite detraibilità (al 19% di interessi e oneri aggiuntivi)

 

Termine per adibire ad abitazione principale

 

Data di acquisto

prima del 1993

4.000 per ciascun intestatario

08/12/1993

1993

4.000 complessivi

08/06/1994

sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo

dal 1994 al 2000

4.000

Complessivi

entro sei mesi

dall’acquisto

sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipulazione del mutuo

dal 2001

4.000

Complessivi

entro un anno dall’acquisto (due in caso di ristrutturazione in corso)

un anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo

 

 

RIGO E8

- Interessi per mutui ipotecari per acquisto altri immobili -
Vanno indicati, per un importo non superiore a € 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo, gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari su immobili diversi da quelli utilizzati come abitazione principale stipulati prima del 1993.
Per i mutui stipulati nel 1991 e nel 1992 la detrazione spetta solo per quelli relativi all’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione diversa da quella principale (per la quale valgono invece le istruzioni relative al rigo E7) e per i quali non sia variata tale condizione (ad es. si verifica variazione se l’immobile viene concesso in locazione).
La detrazione degli interessi spetta anche nel caso di accollo del mutuo, precedente al 1993, e nel caso di rinegoziazione del contratto di mutuo.
Se sono presenti contemporaneamente due contratti di mutuo, uno per l’acquisto dell’abitazione principale (rigo E7) e uno per l’acquisto di un immobile diverso dall’abitazione principale (rigo E8), si prospettano 2 casi:
-se l’importo del rigo E7 è maggiore o uguale a € 2.065,83, l’importo del rigo E8 non concorre al calcolo della detrazione;
-se l’importo del rigo E7 è minore a € 2.065,83, la somma degli importi del rigo E7 e del rigo E8 non può superare € 2.065,83.
In tale rigo vanno indicati anche gli interessi passivi su mutui ipotecari indicati con il codice 8 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
Documenti da esibire
Mutui stipulati nel 1991 e nel 1992 per l’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione diversa da quella principale:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2008;
•contratto di mutuo dal quale risulti che è stato concesso per l’acquisto dell’immobile;
•atto di acquisto dell’immobile dal quale risultino i vincoli temporali e l’importo che se inferiore al capitale erogato renderà necessario il riproporzionamento degli interessi;
•autocertificazione che attesti che l’immobile è stato adibito a propria abitazione diversa da quella principale e che tale condizione sussisteva nel 2009.
Mutui stipulati prima del 01/01/1991 per l’acquisto di qualsiasi tipo di immobile:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009.

 

Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Acquisto altri immobili

2.065,83 per ogni intestatario

 

RIGO E9
- Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio -

Vanno indicati gli interessi passivi, gli oneri e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici. La detrazione spetta su un importo massimo di € 2.582,28 e in caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo detto limite è riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti. Se il contratto di mutuo è stipulato da un condominio la detrazione spetta a ciascun condomino in ragione dei millesimi di proprietà.
Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio relativamente ai quali compete la predetta detrazione sono i seguenti:
•interventi di manutenzione ordinaria, cioè quelli che riguardano opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
•interventi di manutenzione straordinaria, cioè le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico – sanitari e tecnologici, sempreché non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso;
•interventi di restauro e di risanamento conservativo, cioè le opere di consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
•interventi di ristrutturazione edilizia, cioè quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.
Al fine di usufruire della detrazione è necessario che il contratto di mutuo sia stato stipulato nel 1997 con lo specifico scopo di finanziare i predetti interventi di recupero edilizio che possono riguardare immobili adibiti ad abitazione, principale o secondaria, ma anche unità immobiliari adibite ad usi diversi (box, cantine, ecc.) sempre che gli interventi siano effettuati nel rispetto della normativa che disciplina l’attività edilizia.
Non sono ammessi altri tipi di finanziamento come ad es. aperture di credito, cambiali ipotecarie, ecc.
La detrazione in questione può coesistere con quella prevista per gli interessi relativi a mutui per l’acquisto dell’abitazione principale (rigo E7) e a mutui per la costruzione dell’abitazione principale (rigo E10) e spetta oltre che in riferimento agli immobili di proprietà del contribuente, anche per quelli di proprietà di terzi, utilizzati dal contribuente sulla base di un contratto a titolo oneroso o gratuito o di altro titolo idoneo.
E’ necessario ai fini della detrazione degli interessi che dal contratto di mutuo risulti la specifica destinazione del mutuo.
La detrazione non spetta più se il mutuo stipulato nel 1997 viene successivamente rinegoziato.
Gli interessi passivi possono essere portati in detrazione limitatamente all’ammontare del mutuo effettivamente utilizzato per la copertura dell’importo delle spese documentate.
In tale rigo sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui indicati con il codice 9 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o nel CUD 2009.
(Legge 28.02.97 n.30)

Documenti da esibire
Mutui stipulati nel 1997 per interventi di recupero edilizio:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per realizzare gli interventi di recupero edilizio;
•fatture dei lavori eseguiti, per rapportare gli interessi alle spese effettivamente sostenute.


Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Interventi di recupero edilizio

2.582,28 complessivi

 

 

RIGO E10
- Interessi per mutui ipotecari per costruzione abitazione principale -

Vanno indicati gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. La detrazione spetta su un importo massimo di € 2.582,28.
Per costruzione di unità immobiliare si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al provvedimento di abilitazione comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 31 del comma 1 lettera d) della legge 5 agosto 1978 n. 457. In caso di ristrutturazione la detrazione compete in presenza di un provvedimento di abilitazione comunale, concessione edilizia o DIA, nel quale sia indicato che l’autorizzazione riguarda i lavori di cui alla legge suindicata ovvero se il contribuente è in possesso di analoga dichiarazione sottoscritta dal responsabile del competente ufficio comunale.
Anche per la costruzione e ristrutturazione edilizia di un fabbricato rurale da adibire ad abitazione principale del coltivatore diretto spetta la detrazione degli interessi passivi relativi ad un mutuo a tal fine contratto.
Per poter usufruire della detrazione in questione è necessario che vengano rispettate le seguenti condizioni:
-l’unità immobiliare che si costruisce deve essere quella nella quale il contribuente o suoi familiari intendono dimorare abitualmente;
-il mutuo deve essere stipulato non oltre sei mesi, antecedenti o successivi, alla data di inizio dei lavori di costruzione o ristrutturazione. A decorrere dal 1° dicembre 2007 per poter fruire della detrazione la stipula del contratto di mutuo deve avvenire nei sei mesi antecedenti ovvero nei 18 mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzioni;
-l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione;
-il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.
La detrazione è anche riconosciuta per gli interessi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in riferimento ai mutui ipotecari per la costruzione di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito della dimora abituale.
La detrazione spetta limitatamente agli interessi relativi all’ammontare del mutuo effettivamente utilizzato.
Tale detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi indicati nel rigo E7 soltanto per tutto il periodo di durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare, nonché per il periodo di 6 mesi successivi al termine dei lavori stessi.
La detrazione non spetta più a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale, ad eccezione delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro.
Il diritto alla detrazione viene meno al verificarsi di una delle seguenti situazioni:
•l’unità immobiliare non viene destinata ad abitazione principale entro i 6 mesi dalla data di costruzione dei lavori;
•i lavori di costruzione dell’unità immobiliare non sono iniziati nei 6 mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo;
•i lavori di costruzione non sono ultimati entro il termine riportato nel provvedimento amministrativo, salva la possibilità di proroga.
Se non è possibile rispettare i termini degli ultimi 2 punti a causa di ritardi imputabili esclusivamente all’Amministrazione comunale il diritto alla detrazione non viene perso.

Si può usufruire contemporaneamente della detrazione prevista per il rigo E10 e della detrazione del 36% per le spese sostenute per la ristrutturazione degli immobili.
In tale rigo sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari con il codice 10 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
Documenti da esibire
Mutui stipulati dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per la costruzione o per la ristrutturazione dell’abitazione principale;
•autocertificazione che attesti che sussistono le condizioni richieste per la detraibilità;
•abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione;
•fatture dei lavori eseguiti, per rapportare gli interessi alle spese effettivamente sostenute.


Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale

2.582,28 complessivi

 

Estinzione o rinegoziazione del contratto di muto e stipula di uno nuovo:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di muto dal quale risulti che lo stesso è stato concesso per la costruzione o per la ristrutturazione dell’abitazione principale;
•autocertificazione che attesti che sussistono le condizioni richieste per la detraibilità;
•abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione;
•fatture dei lavori eseguiti, per rapportare gli interessi alle spese effettivamente sostenute.
•nuovo contratto di mutuo con lo stesso oggetto e con le nuove condizioni.
•certificazione degli oneri accessori in caso di riparametrazione degli interessi.


Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Estinzione o rinegoziazione del mutuo e stipula nuovo mutuo

Si mantengono le condizioni di detraibilità del mutuo originario

 

 

RIGO E11
- Interessi per prestiti o mutui agrari -

Vanno indicati gli interessi passivi e relativi oneri accessori, nonché le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per prestiti o mutui agrari di ogni specie. La detrazione, indipendentemente dalla data di stipula del mutuo, verrà calcolata su un importo non superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati.
In tale rigo sono riportati anche gli interessi passivi sui mutui indicati con il codice 11 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
Documenti da esibire
Prestiti e mutui agrari:
•quietanze della banca relative alle rate di mutuo pagate nel 2009;
•contratto di mutuo.


Tipologia di mutuo

Limiti di detraibilità

Prestiti e mutui agrari

Importo non superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati

 


RIGO E12
- Premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni -

Detrazione spettante anche per premi versati per familiari fiscalmente a carico
L’articolo 15, comma 1,lettera f), del TUIR comprende tra gli oneri per i quali spetta la detrazione del 19% i premi pagati per assicurazione aventi ad oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente, a condizione che l’impresa di assicurazione non abbia la facoltà di recesso dal contratto. Il comma 2 dello stesso articolo 15 prevede che la detrazione in questione spetta anche se l’“onere” è sostenuto nell’“interesse” dei familiari fiscalmente a carico, fermo restando il limite complessivo sul quale calcolare la detrazione.
Nell’ambito del contratto di assicurazione, oltre all’assicuratore si possono distinguere:
-il contraente, che è il soggetto che stipula il contratto con l’assicuratore e che sostiene l’“onere”;
-l’assicurato, che è il soggetto la cui vita o invalidità viene presa in considerazione;
-il beneficiario, che è il soggetto al quale è dovuta la prestazione (capitale o rendita) assicurata al verificarsi dell’evento.
In genere contraente e assicurato sono la stessa persona, ma il diritto alla detrazione spetta anche nel caso in cui il contribuente stipula un’assicurazione vita e, quindi, versa i premi nell’interesse di un familiare a carico. Ha diritto alla detrazione anche il contribuente il cui familiare a carico risulti sia come contraente del contratto che come assicurato posto che, in tal caso, l’onere economico è sopportato dal contribuente.

Ipotesi di detraibilità
Contribuente = contraente e assicurato -> spetta il diritto alla detrazione
Contribuente = contraente e familiare a carico = assicurato -> spetta il diritto alla detrazione
Familiare a carico = contraente e assicurato -> spetta il diritto alla detrazione

La detrazione compete, per un importo complessivo di 1.291,14, per i premi di assicurazione versati nel 2009, relativamente a :
•contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000;
•contratti di assicurazione stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, aventi per oggetto esclusivamente uno o più dei seguenti rischi:
-rischio di morte;
-rischio di non autosufficienza nel compiere gli atti della vita quotidiana;
-rischio di invalidità permanente superiore al 5% derivante da una qualsiasi causa.
Contratti di assicurazione stipulati o rinnovati sino al 31 dicembre 2000
Danno diritto alla detrazione dei relativi premi se:
-è prevista una durata non inferiore a cinque anni dalla data della loro stipula;
-non è consentita la concessione di prestiti per il periodo di durata minima sopra indicato.
Al ricorrere di queste condizioni il diritto alla detrazione permane fino alla scadenza del contratto o al suo rinnovo anticipato, anche tacito, se antecedente al 31 dicembre 2000.
Il diritto alla detrazione si perde se, prima del compimento di cinque anni, viene esercitato da parte del contraente il riscatto dell’assicurazione. In questo caso il diritto alla detrazione viene meno dall’anno in cui è stato esercitato il riscatto.
La detrazione per questa tipologia di contratti compete anche se i premi sono stati pagati a compagnie assicurative estere.
Sono detraibili, se stipulate o rinnovate entro il 31.12.2000, anche le assicurazioni infortuni relative al conducente auto, stipulate normalmente in aggiunta all’ordinaria polizza R.C. auto.
Contratti di assicurazione stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001
Danno diritto alla detrazione dei relativi premi se coprono uno o più dei seguenti rischi:
•morte;
•invalidità permanente superiore al 5%;
•non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.
La prima tipologia di rischio è caratterizzata dal prevedere l’erogazione della prestazione esclusivamente in caso di morte.
Esistono però anche dei contratti “misti” che possono prevedere l’erogazione della prestazione sia in caso di morte sia in caso di permanenza in vita dell’assicurato alla scadenza del contratto o in caso di riscatto anticipato. In queste ipotesi miste il premio detraibile è solamente quello riferibile al rischio morte.
Nella seconda tipologia l’elemento determinante è che la copertura sia relativa ad una invalidità permanente superiore al 5%; in presenza di polizze che coprono questo rischio, ma coprono anche rischi di invalidità permanente inferiori alla suddetta percentuale, il premio, è detraibile solo per la parte riferibile al rischio di invalidità non inferiore al 5%.
Per la terza tipologia, quelli cioè che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani, condizione essenziale per poter detrarre i relativi premi è che l’impresa di assicurazione non abbia la facoltà di recedere dal contratto. Inoltre è necessario che i contratti abbiano queste caratteristiche:
•la copertura deve riguardare il rischio di non autosufficienza nel compimento in modo autonomo dei seguenti atti quotidiani: assunzione degli alimenti; espletamento delle funzioni fisiologiche e dell'igiene personale; deambulazione; indossare gli indumenti;
•le polizze, sia se stipulate nell'ambito dell'assicurazione sulla malattia sia dell'assicurazione sulla vita, devono comunque prevedere la copertura del rischio per l'intera vita dell'assicurato.
L'articolo 13-bis, comma 1, lettera f), del TUIR comprende tra gli oneri per i quali spetta la detrazione del 19 per cento i premi pagati per assicurazione sulla vita del contribuente. Nell'ambito del contratto di assicurazione sulla vita, oltre all'assicuratore si possono distinguere i seguenti soggetti:
•il contraente, che è persona fisica o giuridica che stipula il contratto con l'assicuratore;
•l'assicurato che è persona fisica la cui vita viene presa in considerazione;
•il beneficiario, che è soggetto al quale e' dovuta la prestazione (capitale o rendita) assicurata al verificarsi dell'evento.
Non sempre contraente e assicurato sono la medesima persona, anche se in genere si riscontra la coincidenza. Pertanto, dato che il soggetto contraente e il soggetto assicurato possono non essere necessariamente la stessa persona, nel caso in cui il contribuente (contraente) stipula un'assicurazione vita per il figlio minorenne (assicurato e beneficiario) e, quindi, versa i premi nell'interesse di un familiare a carico (nella specie, figlio minorenne), ha diritto alla detrazione in questione. (Circolare 18/05/2006 n. 17/E)
Documenti da esibire
-ricevuta di pagamento del premio versato nel 2009;
-contratto di assicurazione.


RIGO E13
- Spese di istruzione -

Detrazione spettante anche per spese sostenute per familiari fiscalmente a carico
Sono detraibili le spese sostenute, per sé e per i propri familiari a carico, anche se riferibili a più anni, per frequentare corsi di istruzione:
• secondaria;
• universitaria;
• di specializzazione universitaria/master universitari/dottorati di ricerca;
presso istituti o università pubbliche o private, italiane o straniere, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse ed i contributi degli istituti statali italiani.
Per le università private l’importo detraibile è costituito dalla tassa di iscrizione richiesta, per lo stesso corso di laurea, dall’università pubblica ubicata nella località più vicina. In caso di più corsi di laurea corrispondenti, esistenti presso le Università statali (es. Economia e Commercio), si farà riferimento a quello per il quale è più alto l’importo dei contributi pagati.
Le spese ammesse sono:
• immatricolazione ed iscrizione;
• corsi di specializzazione;
• frequenza;
• sopratasse per esami di profitto e laurea.
I costi per la frequentazione di master danno diritto alla detrazione d'imposta, nei limiti del 19%, qualora, per durata e struttura dell'insegnamento, gli stessi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati. Per quanto riguarda i master gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani.
In tale rigo vanno comprese le spese indicate con il 13 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
(Circolare 23/05/1987 n.11; Circolare 19/05/2000 n.101) (Risoluzione 11/E del 17/02/2010)
Documenti da esibire
Spese di istruzioni sostenute presso istituti pubblici:
• ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel 2009.
Spese di istruzioni sostenute presso istituti privati:
• ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel 2009;
• documento che attesti l’importo delle tasse e contributi previsti per analogo corso di studi presso
università pubblica.
Spese per la frequenza di Master universitari:
• ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel 2009;
• documento che attesti che i master frequentati siano assimilabili a corsi universitari o di
specializzazione per struttura e durata;
• documento che indichi l’equiparazione del Master a quello dell’università pubblica o privata in
aggiunta all’importo delle tasse e contributi previsti.
Spese per la frequenza di Dottorato di ricerca
• ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel 2009;
• documento che attesti che il Dottorato di ricerca sia assimilabile a corsi universitari o di
specializzazione per struttura e durata;
• documento che indichi l’equiparazione del Dottorato di ricerca a quello dell’università pubblica
o privata in aggiunta all’importo delle tasse e contributi previsti.

RIGO E14
- Spese funebri -

Sono deducibili le spese funebri per i familiari e il coniuge, i figli legittimi o legittimati, naturali o adottivi e, in loro mancanza, i discendenti prossimi anche naturali, i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali e quelle sostenute per gli affidati o affiliati.
La detrazione compete nel limite massimo di 1.549,37, tale limite non è riferito al periodo d’imposta, ma a ciascun decesso.
Si precisa inoltre che la spesa funebre, può essere deducibile frazionatamente dal reddito complessivo di più persone, ancorché il documento contabile (ricevuta o fattura quietanzata) sia intestato o rilasciato ad una sola persona, a condizione che nel documento contabile originale sia annotata una dichiarazione di ripartizione della spesa sottoscritta dallo stesso intestatario del documento.
Inoltre si tenga presente che le "spese funebri", devono rispondere ad un criterio di attualità rispetto all'evento cui sono finalizzate. Da quanto sopra discende che le spese sostenute dall’istante, ad esempio l’acquisto del loculo prima della morte, non rivestendo il predetto carattere di attualità, costituiscono erogazioni di reddito non rientranti nella previsione legislativa degli oneri deducibili.
In tale rigo vanno compresa le spese indicate con il 14 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
(Circolare 25/05/1979 n. 26; Risoluzione 28/07/1976 n.944)
Documenti da esibire
Spese funebri:
•Fatture o ricevute fiscali pagate nel 2009 riconducibili al funerale come la fattura dell’agenzia di pompe funebri, del fiorista, degli annunci funebri, ecc…
•Autocertificazione che la spesa è stata sostenuta per uno dei familiari o per un affiliato o affidato.

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