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Contabilità

Spese alberghi e ristoranti

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Una novità della manovra d'estate è la possibilità, per tutti i titolari di partita IVA, di detrarre integralmente l'IVA, con decorrenza dal primo settembre 2008, sulle spese di alberghi e ristoranti (per pranzi e cene di lavoro o pernottamenti in Hotel relativamente alla partecipazione a convegni, congressi e simili), a condizione che dette spese siano inerenti l'attività, tranne nel caso in cui queste spese rientrino tra le spese di rappresentanza, per le quali l'IVA continua ad essere indetraibile.

Inoltre, diventa detraibile anche l'IVA sulle spese accessorie al vitto e all'alloggio, quali spese per parcheggio, collegamento ad internet o servizio di lavanderia. Naturalmente, per poter detrarre l'IVA è necessario farsi rilasciare fattura debitamente intestata, perciò non basta la sola ricevuta fiscale che sono tenuti a rilasciare alberghi e ristoranti. Il datore di lavoro potrà detrarre l’imposta relativa alle prestazioni rese al proprio dipendente in trasferta qualora risulti cointestatario della fattura. Analogamente nel caso in cui il cliente anticipi le spese alberghiere e di ristorazione del professionista, la fattura deve essere intestata anche a quest’ultimo per consentirgli di detrarre l’imposta addebitata.

A detta dell'Agenzia delle Entrate, l'annotazione di tali fatture nel registro degli acquisti può essere operata con modalità semplificate se l’importo delle stesse non è superiore a 154,94 euro: ciò vuol dire che in luogo delle singole fatture è possibile registrare un documento riepilogativo nel quale sono indicati i numeri attribuiti alle singole fatture dal destinatario, l’ammontare complessivo delle operazioni e l’ammontare dell’imposta.

Infine, a partire dal primo gennaio 2009, le spese relative ad alberghi e ristoranti si potranno detrarre, come costo ai fini Irpef e Ires, solo per il 75%, tranne le spese sostenute per il vitto e l’alloggio dei lavoratori dipendenti e dei co.co.co., nelle trasferte fuori territorio comunale e all'estero, il cui costo è detraibile per intero, a patto che in fattura siano correttamente indicati i dati relativi all'azienda e quelli del dipendente che usufruisce dei servizi alberghieri e di ristorazione. Per i lavoratori autonomi, ai fini reddituali, le spese relative ad alberghi e ristoranti inerenti l'attività, sono deducibili nella misura del 75% e, in ogni caso, per un importo non superiore al 2% dei compensi percepiti nell’anno, e nella misura del 75% e per un importo non superiore all'1% se si tratta di spese di rappresentanza. Da notare che già in Unico 2009, nonostante esso si riferisca ai redditi prodotti nel 2008, l'importo degli acconti d'imposta dovrà essere calcolato tenendo conto della detraibilità di detti costi al 75%.

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