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  • Studio Zanin

10 consigli per la dichiarazione dei redditi


La dichiarazione dei redditi è da sempre fonte di preoccupazione per moltissime persone, anche perché spesso la compilazione rappresenta un compito piuttosto arduo. Procedure da rispettare, numeri e regole rappresentano spesso un ostacolo che può portare a commettere degli errori. Proprio per questo motivo, nelle prossime righe vedremo insieme 10 consigli per la dichiarazione dei redditi.


Attenzione all'organizzazione

Disordine e dichiarazione dei redditi non vanno d'accordo. Potrà apparire banale sottolinearlo, ma documenti, Certificazione Unica e fatture devono essere correttamente organizzati. Un unico faldone per tutto, come si faceva una volta, costituisce un modo di procedere decisamente obsoleto. In tal senso, il computer e lo smartphone rappresentano gli strumenti perfetti per una corretta catalogazione.


La Certificazione Unica

È di fondamentale importanza non dimenticare la Certificazione Unica, documento attorno a cui ruota l'intera dichiarazione dei redditi. In alcuni casi la CU potrebbe essere più di una, ad esempio in presenza di una cassa integrazione o di una disoccupazione. In queste situazioni, non servirà solamente la certificazione inviata dall'azienda, ma anche quella dell'INPS, scaricabile direttamente dal portale ufficiale.


Reddito di Cittadinanza, spese sportive e spese mediche

Il nome trae sicuramente in inganno, ma il Reddito di Cittadinanza non costituisce reddito, e per questo motivo non deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi. In altre parole non contribuendo all'innalzamento del reddito personale, è esente Irpef, e per questo motivo non è necessario pagare alcuna imposta.

Il secondo quesito riguarda le spese sportive dei figli a carico. Attraverso la dichiarazioni dei redditi 2021 è consentito portare in detrazione le spese legate alle attività sportive svolte dai figli a carico di età compresa tra 5 e 18 anni. Tali attività dovranno essere praticate presso impianti sportive o associazioni sportive. La detrazione è possibile nella misura del 19% con un importo massimo detraibile di 210 euro, da ripartire tra i genitori per ogni ragazzo. Condizione necessaria è il pagamento con mezzo tracciabile.

Per quanto riguarda invece le spese mediche, la detrazione è possibile, ma anche in questo caso solamente a patto che siano state sostenute con metodi tracciabili. In altre parole potranno essere portate in detrazione solo ed esclusivamente quelle spese mediche pagate con bonifici, bancomat e carte di credito (incluse le carte prepagate ricaricabili).

Nel caso il contribuente avesse invece pagato con denaro contante, non spetterebbe alcun rimborso. Anche a questa regola esiste però un'eccezione, che risiede nei farmaci e nelle prestazione fornite dal SSN.


Il sostituto d'imposta

Nel caso di dichiarazione precompilata, quello che è il dato legato al sostituto d'imposta incaricato al conguaglio non viene indicato dall'Agenzia delle Entrate. Per questo motivo spetta al contribuente comunicare questa informazione scegliendo tra tre diverse opzioni: uno di quelli proposti dall'Agenzia, indicarne l'assenza se ad esempio si è persa l'occupazione nell'anno in corso o indicarne uno nuovo (ad esempio un nuovo datore).


Terreni e immobili

In linea di massima i dati legati a fabbricati e terreni sono prelevati dalla dichiarazione dei redditi dell'anno precedente. Sarà necessario prestare la massima attenzione, anche e soprattutto ad eventuali variazioni avvenute durante l'anno in corso. Tra queste troviamo la fine di un contratto di locazione unita all'inizio di una nuova.


Acquisto, mutuo e affitti

Le spese sostenute per la propria abitazione offrono numerose opportunità di recupero fiscale. Innanzitutto per l'acquisto della prima casa si può recuperare l'imposta di registro, il 19% delle spese di intermediazione, e altre voci sotto forma di credito d'imposta. Anche il mutuo, sempre per l'acquisto della casa principale, può essere portato in detrazione.

Nel dettaglio è possibile il recupero del 19% di quelli che sono gli interessi pagati, con un massimale di spesa annua di 4.000 euro. Un ultimo appunto riguarda quelle persone che hanno acquistato un immobile con lo scopo di affittarlo. In questo caso il contribuente ha diritto a una deduzione fiscale pari al 20%. L'unica condizione riguarda la durata del contratto di affitto, che non può essere inferiore a 8 anni.

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